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Ecobonus auto: al via il codice tributo “6903” per la compensazione in F24

Con Risoluzione n 61/E del 27 ottobre 2021 rubricata “Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per l’acquisto di veicoli usati di categoria M1 e ridenominazione del codice tributo “6903” è stato istituito il seguente codice tributo: “6929” denominato “ECO-BONUS VEICOLI CAT. M1 usati – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 73-quinquies, comma 2, lettera d), D.L. n. 73/2021”.  è stato rinominato il codice tributo “6903” in questo modo: “ECO-BONUS VEICOLI CAT. M1, N1 e M1 speciali – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1031, L. n. 145/2018, e articolo 1, comma 657, L. n. 178/2020”. Vediamo cosa è stato previsto.Credito d’imposta ecobonus auto usate: riepilogoPrima di entrare nel merito ricordiamo che l’articolo 73-quinquies, comma 2, lettera d), del Decreto-legge sostegni bis (DL 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106) prevede il riconoscimento di un contributo alle persone fisiche che acquistano un veicolo di categoria M1 usato, nella misura e alle condizioni ivi previste.  Il successivo comma 3 del citato articolo 73-quinquies prevede che il contributo in parola è riconosciuto solo in caso di adesione del cedente e fino a esaurimento delle relative risorse.In particolare il cedente riconosce al cessionario del veicolo l’importo del contributo e recupera tale importo quale credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Attenzione va prestata al fatto che i crediti d’imposta sono utilizzabili in compensazione nei limiti dell’importo spettante, pena lo scarto del modello F24, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui è stata confermata l’operazione di acquisto del veicolo. A tal fine, il Ministero dello sviluppo economico trasmette all’Agenzia delle entrate, entro il giorno 5 di ciascun mese, i dati dei beneficiari dei crediti d’imposta, sulla base delle operazioni di acquisto confermate nel mese precedente. L’ammontare complessivo dei crediti d’imposta utilizzabili in compensazione può essere consultato dai soggetti beneficiari accedendo al “cassetto fiscale” attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.Ecobonus auto usate: compilazione F24Per quanto riguarda la compilazione del modello F24:in sede di compilazione, il codice tributo deve essere esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”ovvero, nei casi in cui i soggetti interessati debbano procedere al riversamento del credito, nella colonna “importi a debito versati”. nel campo “anno di riferimento” è indicato l’anno di riconoscimento del credito d’imposta, nel formato “AAAA”.Attenzione va prestata al fatto che resta fermo l’utilizzo del codice tributo “6904” denominato “ECO-BONUS VEICOLI CAT. L1e/L7e – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1057, L. n. 145/2018”, istituito dalla citata risoluzione n. 82/E del 23 settembre 2019, per le fattispecie a cui si riferisce. 

Bonus affitti 2021: le Entrate comunicano che spetta il 100% del contributo richiesto

Con Provvedimento n 291082 del 27 ottobre 2021 le Entrate determinano la percentuale per il calcolo del contributo a fondo perduto per la riduzione del canone di locazione, di cui all’articolo 9-quater del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176.In particolare, la percentuale è pari al 100 per cento (punto 4.2 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 180139 del 6 luglio 2021) L’importo del contributo che sarà erogato a ciascun locatore è pari all’intero ammontare spettante.Ricordiamo che l’articolo 9-quater del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, riconosce:al locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa, che costituisca l’abitazione principale del locatario,un contributo a fondo perduto fino al 50 per cento della riduzione del canone di locazione, entro il limite massimo di 1.200 euro per ciascun locatore. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate prot. 180139 del 6 luglio 2021 sono state definite le modalità applicative per il riconoscimento del suddetto contributo, anche ai fini del rispetto del limite di spesa complessivo di 100 milioni di euro. In particolare, si prevede che: a) l’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto è presentata all’Agenzia delle entrate dal 6 luglio al 6 settembre 2021 (termine prorogato al 6 ottobre 2021 con provvedimento prot. n. 227358 del 4 settembre 2021); b) successivamente alla chiusura del canale telematico per la presentazione delle istanze, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione del soggetto richiedente, nell’area riservata del sito internet, l’importo teorico massimo del contributo calcolato; c) qualora le risorse stanziate siano inferiori all’ammontare complessivo dei contributi desumibile dalle istanze validamente presentate, l’Agenzia delle entrate provvede al riparto proporzionale delle risorse stanziate sulla base del rapporto tra l’ammontare dei fondi disponibili e l’ammontare complessivo dei contributi richiesti.d) successivamente al 31 dicembre 2021, l’Agenzia delle entrate determina l’effettivo contributo spettante a ciascun beneficiario e procede all’erogazione. Tanto premesso, considerato che l’importo complessivo dei contributi richiesti è inferiore alle risorse finanziarie disponibili, con il presente provvedimento è stabilito che a ciascun beneficiario sarà erogato il 100 per cento del contributo a fondo perduto determinato ai sensi del punto 4.3 del richiamato provvedimento del 6 luglio 2021Leggi anche  Bonus affitti 2021: Guida alla compilazione della domanda. Proroga al 6 ottobre l’invio

Bonus casa under 36: ecco il codice tributo per l’utilizzo in F24

Con Risoluzione n 62/E di oggi 27 ottobre 2021 le Entrate istituiscono il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello  F24, del credito d’imposta, in favore:degli acquirenti di “prime case” di abitazione che non hanno compiuto trentasei anni di età, (ex art. 64, comma 7, del decreto-legge 25 maggio 2021, n.73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106)Bonus casa under 36: ecco il codice tributo per l’F24Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta, limitatamente all’importo non fruito con le altre modalità citate, è istituito il seguente codice tributo: “6928” denominato “Credito d’imposta “prima casa under 36” – art. 64, c. 7, DL n. 73 del 2021”. In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con il periodo d’imposta in cui è stato stipulato l’atto traslativo a titolo oneroso della proprietà, nel formato “AAAA”.Bonus casa under 36: come può essere utilizzatoSi ricorda che il Decreto Sostegni bis, introduce, con i commi da 6 a 10 dell’articolo 64, nuove agevolazioni fiscali per l’acquisto della casa di abitazione con la finalità di favorire l’autonomia abitativa dei giovani, relativamente alle quali, con la circolare n. 12/E del 14 ottobre 2021, sono stati anche forniti alcuni chiarimenti applicativi. Il comma 7 dell’articolo 64 del D.L. n. 73 del 2021 dispone, in particolare, che:per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di “prime case” di abitazione, di cui al comma 6 dello stesso articolo 64, agli acquirenti, che non hanno ancora compiuto trentasei anni di età nell’anno in cui l’atto è stipulato,è attribuito un credito d’imposta di ammontare pari all’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione all’acquisto. In particolare, il credito d’imposta:può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto,essere utilizzato in compensazione Per l’utilizzo in compensazione in F24 è istituito il codice tributo “6928” denominato “Credito d’imposta “prima casa under 36” Infine si ricorda che, ai sensi del comma 9 del richiamato articolo 64 del D.L. n. 73 del 2021, il credito d’imposta è attribuito solo in relazione agli atti stipulati tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022. 

Albo autotrasportatori: quota da versare entro il 31.12.2021

Sulla Gazzetta ufficiale n. 254 del 23 ottobre 2021 è stata pubblicata la delibera n. 5 del 19 ottobre 2021 del Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili, rubricata “Misura delle quote dovute dalle imprese di autotrasporto per l’anno 2022”. Entro il 31 dicembre 2021, le imprese iscritte all’albo nazionale degli autotrasportatori alla data del 31 dicembre 2021, devono corrispondere, per l’annualità 2022, la quota prevista dall’art. 63 della legge 6 giugno 1974, n. 298 e dall’art. 9, comma 2 lettera d) del decreto legislativo 21 novembre 2005, n.  284.  Attenzione va prestata al fatto che qualora il versamento della quota non venga effettuato entro il termine del 31 dicembre 2021 l’iscrizione all’albo sarà sospesa. Versamento Quota albo nazionale autotrasportatoriIl versamento della quota può essere effettuato con due modalità tra loro alternative, entrambe attivabili nella apposita sezione «Pagamento Quote» presente sul sito www.alboautotrasporto.it. In particolare l’importo relativo all’anno 2022 o ad eventuali annualità pregresse non corrisposte, sarà visualizzato nell’area riservata del sito dell’albo degli autotrasportatori. L’importo deve essere accreditato sul conto n.34171009 intestato al Comitato centrale.La quota deve essere corrisposta seguendo le istruzioni reperibili sul sito www.alboautotrasporto.it. :direttamente online, attraverso l’apposita funzione informatica ove sarà possibile pagare tramite carta di credito Visa, Mastercard, carta prepagata PostePay o Poste Pay Impresa, conto corrente BancoPosta online;tramite bollettino postale cartaceo precompilato, generato automaticamente dalla funzione informatica con l’importo dovuto, che l’impresa iscritta dovrà stampare e pagare presso un qualsiasi Ufficio postale.  Le informazioni in merito alla quota da corrispondere sono reperibili sul sito internet dell’albo, cliccando sull’icona dedicata ed effettuando l’accesso sull’area riservata. In particolare, dal portale dell’albo una volta inserita la propria UserID e la password ed aver effettuato l’accesso con esito positivo, l’utente ha disposizione un link per l’accesso alla funzionalità di Pagamento Quota Albo Trasportatori.Ricordiamo che la prova dell’avvenuto pagamento della quota relativa all’anno 2022 deve essere conservata dalle imprese, anche al fine di consentire i controlli esperibili da parte del Comitato centrale e/o delle competenti strutture periferiche.Importo quota albo autotrasportatori 2022La quota da versare per l’anno 2022 è stabilita nelle seguenti misure:Quota fissa di iscrizione dovuta da tutte le imprese comunque iscritte all’albo: euro 30,00.Ulteriore quota (in aggiunta a quella di cui al precedente punto a) dovuta da ogni impresa in relazione alla dimensione numerica del proprio parco veicolare, qualunque sia la massa dei veicoli con cui esercitano l’attività di autotrasporto:  AImprese iscritte all’albo con un numero di veicoli da 2 a 55.16BImprese iscritte all’albo con un numero di veicoli da 6 a 1010,33CImprese iscritte all’albo con un numero di veicoli da 11 a 5025,82DImprese iscritte all’albo con un numero di veicoli da 51 a 100103,29EImprese iscritte all’albo con un numero di veicoli da 101 a 200258,23FImprese iscritte all’albo con un numero di veicoli superiore a 200516,46 Ulteriore quota (in aggiunta a quelle previste ai punti a) e b) dovuta dall’impresa per ogni veicolo di massa complessiva superiore a 6.000 chilogrammi di cui la stessa è titolare: APer ogni veicolo dotato di capacità di carico, con massa complessiva da 6.001 a 11.500 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile da 6.001 a 11.500 chilogrammi 5.16BPer ogni veicolo dotato di capacità di carico, con massa complessiva da 11.501 a 26.000 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile da 11.501 a 26.000 chilogrammi7,75CPer ogni veicolo dotato di capacità di carico, con massa complessiva oltre i 26.000 chilogrammi, nonché per ogni trattore con peso rimorchiabile oltre i 26.000 chilogrammi10,33

Accertamento e riscossione : il MEF fornisce chiarimenti sull’albo per enti di supporto

Con Risoluzione n 9 del 26 ottobre il MEF fornisce chiarimenti sull’art 1, comma 807 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 per l’iscrizione nella sezione separata dell’albo di cui all’art. 53 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 dei soggetti che svolgono esclusivamente le funzioni e le attività di supporto propedeutiche all’accertamento e alla riscossione delle entrate degli enti locali e delle società da essi partecipate.In particolare, vista la precedente Risoluzione 4/DF del 13/04/2021, con la quale, si è ritenuto di consentire l’iscrizione provvisoria nell’albo delle società che svolgono esclusivamente le predette attività, il Ministero risponde a quesiti degli enti interessati in merito ai requisiti per l’iscrizione medesima.Era stato precisato che le società sono tenute al rispetto di quanto previsto dall’art. 1, comma 807, legge 160/2019, circa le misure minime di capitale interamente versato in denaro, con polizza assicurativa o fideiussione bancaria, trattandosi di norma direttamente applicabile. In merito al possesso dei requisiti diversi da quello finanziario, si chiariva che si richiede il possesso delle condizioni e dei requisiti ivi previsti di onorabilità, tecnici e cause di incompatibilità. Premesso che, quella consentita è un’iscrizione provvisoria che si perfezionerà solo in seguito all’emanazione del Regolamento di attuazione, e che è finalizzata unicamente a consentire l’espletamento delle gare, il MEF chiarisce che in tale fase transitoria: le società interessate dovranno specificare nella richiesta di approvazione dell’iscrizione provvisoria la gara alla quale intendono partecipare, riportandone gli estremi di indizione. Il Dipartimento delle Finanze attesterà: la presentazione della domanda di iscrizione provvisoria,il possesso del requisito della misura e della natura del capitale, la cui mancanza produce effetti immediatamente preclusivi, trattandosi, come sopra illustrato, di parte della norma direttamente applicabile, l’autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000 del possesso degli altri requisiti. Attenzione va prestata al fatto che la verifica puntuale della sussistenza delle condizioni richieste dalla norma verrà effettuata solo dopo l’adozione del nuovo regolamento, con eventuale richiesta di integrazione documentale ove la stessa si rendesse necessaria alla luce delle previsioni di tale provvedimento. Si precisa che la presa d’atto del ministero conserva la sua efficacia limitatamente alla singola gara per la quale è stata fatta richiesta, per cui ogni volta ve ne sia necessità per partecipare a una diversa gara dovrà procedere a nuova richiesta nei termini sopra specificati. Inoltre con la presente risoluzione si fornisce un chiarimento sull’art 1, comma 805, legge n.160/2019,e in particolare:qualora si intenda svolgere “esclusivamente” le attività propedeutiche, sarà sufficiente iscriversi alla sezione separata, qualora invece la società interessata voglia esercitare altresì le attività di accertamento e riscossione, non svolgendo “esclusivamente” attività propedeutiche, dovrà iscriversi alla sezione principale. Concludendo si evidenzia che se una società è già iscritta nella sezione principale per le attività di accertamento e riscossione, tale iscrizione assorbe quella per la sezione separata, quindi potrà esercitare le attività propedeutiche senza richiedere apposita iscrizione alla sezione separata. 

Decreto recovery 2021 approvato: ecco le novità

Come anticipato, il Consiglio dei Ministri n,43 di ieri mercoledì 27 ottobre 2021 ha approvato due provvedimenti (un decreto legge e un disegno di legge) che hanno come obiettivo quello di raggiungere ulteriori 8 dei 51 milestone e target il cui conseguimento è previsto, secondo il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), entro il 31 dicembre prossimo. Gli 8 obiettivi sono:Fondo per la ripresa e la resilienza Italia (M1C3-22) Il fondo è peraltro necessario a consentire il finanziamento di progetti di turismo sostenibile.Garanzie per il finanziamento nel settore turistico (M1C3-24) La disposizione prevede l’istituzione, nell’ambito del fondo di garanzia per le PMI, di una sezione speciale turismo.Riconoscimento di crediti di imposta per le imprese turistiche e la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e i tour operator (M1C3-26) La norma prevede un credito di imposta nella misura dell’80% per l’incremento dell’efficienza energetica e la riqualificazione antisismica, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la realizzazione delle piscine termali e la digitalizzazione delle strutture turistiche. Sono previsti anche contributi a fondo perduto fino a 40mila euro.Istituzione di un fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese (M1C3-25) Con questo fondo si consente la concessione di contributi per interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale. Modifica all’iter di approvazione dei contratti di programma (M3C1-1) Si accelera l’iter con il quale si approvano i contratti di programma di Rfi. Riforma spending review (M1C1-100) Si rafforza il ruolo del Ministero dell’economia e delle finanze nel presidio dei processi di monitoraggio e valutazione della spesa anche per supportare le altre amministrazioni centrali.Esperti per l’attuazione del PNRR (M1C1-54) Le norme prevedono il conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi per la realizzazione del Piano. È una norma abilitante propedeutica al conseguimento del target che sarà raggiunto con le procedure di assunzione. Legge disabilità (M5C2-1)
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