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Controlli tra codice IdPaese e TipoDocumento del file xml

Dal 1° gennaio 2021, come noto, sono entrate in vigore le nuove specifiche tecniche della fatturazione elettronica (vers. 1.6 e seguenti aggiornamenti). Il file xml si arricchisce di informazioni, utili a fornire all’Agenzia delle entrate i dati necessari a predisporre la bozza della dichiarazione IVA precompilata, con possibilità di ulteriori modifiche ed integrazioni da parte del contribuente.Ai fini del presente contributo analizziamo le novità riguardanti il campo “Tipo Documento”, con particolare riferimento ai nuovi controlli introdotti in merito ad alcune delle nuove ipotesi di integrazione/autofattura elettronica.In particolare, i codici Tipo documento TD16, TD17, TD18 e TD19 ricomprendono le ipotesi in cui il cessionario italiano, tenuto ad applicare il reverse charge, scelga di emettere il documento di integrazione/autofattura in formato elettronico.Al di fuori del caso dell’autofattura “denuncia” in ambito nazionale – TD20 (cliente italiano che non riceve la relativa fattura trascorsi quattro mesi dall’effettuazione dell’operazione), per cui l’autofattura è sempre elettronica, nei casi sopra esposti resta una modalità facoltativa per quest’anno, a discrezione del cessionario nazionale. Qualora si scelga la via elettronica, l’acquirente italiano dovrà trasmettere un file xml allo SdI contenente:i dati del proprio fornitore/prestatore nel campo “cedente/prestatore”e i propri dati nel campo “cessionario/committente”Tale regola trova applicazione per le seguenti operazioni:Integrazione fattura reverse charge interno (acquisto rottami, pallet usati, subappalti edili, installazione di impianti negli edifici, etc.)Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero (servizi ricevuti da prestatori UE/extra-UE)Integrazione per acquisto di beni intracomunitariIntegrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/1972Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (ex art.6 c.8 e 9-bis d.lgs. 471/97 o art.46 c.5 D.L. 331/93)I controlli effettuati dallo SdINel file xml il campo “IdFiscaleIVA” accoglie l’inserimento della partita IVA italiana per i soggetti residenti in Italia. Esso è composto dai seguenti campi:“IdPaese”: codice del Paese assegnante l’identificativo fiscale al soggetto cedente/prestatore“IdCodice”: numero di identificazione fiscale del cedente/prestatoreSe l’IdPaese” vale IT, il sistema ne verifica la presenza in Anagrafe Tributaria: se non esiste come partita IVA, il file viene scartato con codice errore 00301. Con lo stesso codice errore il file viene scartato se la partita IVA risulta cessata in data antecedente o uguale alla data del documento e se il “TipoDocumento” è diverso da TD16 e TD20. Se invece il “TipoDocumento” è pari a TD16 o TD20 e la partita IVA risulta cessata da oltre 5 anni rispetto alla data del documento, il file viene scartato con codice errore 00323.È stato previsto, inoltre, il codice errore 00471 secondo il quale i valori TD16, TD17, TD18, TD19 e TD20 del tipo documento non ammettono l’indicazione in fattura dello stesso soggetto sia come cedente che come cessionario. In caso di errore si riscontra lo scarto della fornitura con il seguente messaggio: per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 il cedente/prestatore non può essere uguale al cessionario/committente.Infine, il codice errore 00473 prevede che per i valori TD17, TD18 e TD19 del tipo documento non è ammessa l’indicazione in fattura di un cedente italiano. In caso di errore si riscontra lo scarto della fornitura con il seguente messaggio: per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 non è ammesso il valore IT nell’elemento 1.2.1.1.1 .

Esonero contributi agricoltura, ecco il decreto per il settore vitivinicolo

L’esonero contributivo straordinario per emergenza Covid, istituito dal decreto Rilancio all’art.222  c. 2,  riguardava il periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro delle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura.La normativa si completa solo ora con la pubblicazione in Gazzetta del 19 gennaio 2021 di un decreto integrativo  congiunto  Ministero del lavoro e agricoltura riguardante il  settore vitivinicolo ovvero le aziende con  codici ATECO 11.02.10 e 11.02.20;L’agevolazione era stata  ampliata dal decreto Agosto  convertito in legge, anche a queste imprese ma la norma ha avuto un iter complicato non solo per la sovrapposizione di due decreti legge ma anche per il decreto attuativo ministeriale che non aveva ricompreso le nuove categorie Sul tema INPS aveva pubblicato un primo messaggio di istruzioni n. 3341/2020  del 15  settembre 2020 (prima della conversione in legge) che annunciava una circolare di istruzioni e il rilascio del modulo di richiesta, mai pubblicati. Veniva specificate alcune indicazioni che restano valide, ovvero  :per le aziende che non svolgono attività prettamente agricole, l’accesso al beneficio è limitato ai soli lavoratori inquadrati nel settore agricolo. l’esonero si riferisce alla sola quota di contribuzione posta a carico dei datori di lavoro privati;, restano esclusi i premi e contributi dovuti all’INAIL.come di consueto l’esonero è assicurato solo se le aziende sono in  possesso del DURC che certifica il rispetto delle normative ssul lavoro e il rispetto degli accordi e contratti nazionali e territoriali delle categorie interessate.L’istituto con il messaggio INPS 4353/2020  ha  successivamnte comunicato che : in attesa del rilascio del modulo di presentazione dell’istanza di esonero,  l’assenza del versamento non rileva ai fini della verifica di regolarità contributiva nei confronti dei soggetti identificati nel decreto interministeriale (riportati sotto)Cio comporta, per le aziende beneficiarie,l’esclusione della corrispondente esposizione debitoria da eventuali domande di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa fino al rilascio del modulo di presentazione dell’istanza di esonero. Il decreto pubblicato ieri prevede,  nuovamente, la pubblicazione di apposite istruzioni  e modello aggiornato per la richiesta di esonero da parte dell’INPS entro il 9 febbraio p.v. e nel frattempo precisa che:la  contribuzione riferita ai periodi retributivi dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020  gia’ versata potra’ essere compensata con la contribuzione in  futuro  dovuta dal datore di lavoro. In caso di esito favorevole dell’istanza, qualora l’esonero  sia  concesso in quota parte  per  il  superamento  del  limite  di  spesa  individuale di  contribuenti  dovranno provvedere al versamento della quota risultata eccedente in  un’unica   soluzione  entro  trenta  giorni  dalla  comunicazione  degli   esiti dell’istanza, senza applicazione di sanzioni e interessi.  In  caso  di  rigetto  dell’istanza,  il   richiedente   dovra’  provvedere al versamento dei contributi sospesi comprensivi di sanzioni civili  e  interessi  calcolati  a  decorrere dalla data della scadenza ordinaria del versamento. CODICI ATECO AZIENDE INTERESSATE DALL’ESONERO CONTRIBUTIVO 1.1.-30.6.202001.11.xxcoltivazione di cereali 01.50.xxcoltivazione agricole associate all’allevamento animale attività mista 01.28.xxcoltivazione di spezie, piante aromatiche e farmaceutiche01.19.10Coltivazione di fiori in piena aria  01.19.20Coltivazione di fiori in colture protette01.21.00Coltivazione di uva01.29.00Coltivazione di altre colture permanenti (inclusi alberi di Natale01.30Riproduzione piante01.41.00Allevamento di bovini e bufale da latte, produzione di latte crudo01.42.00Allevamento di bovini e bufalini da carne01.43.00Allevamento di cavalli e altri equini01.44.00Allevamento di cammelli e camelidi01.45.00Allevamento di ovini e caprini01.46.00Allevamento di suini01.47.00Allevamento di pollame01.49.10Allevamento di conigli01.49.20Allevamento di animali da pelliccia01.49.40Bachicoltura01.49.90Allevamento di altri animali nca01.49.30Apicoltura03.11.00Pesca in acque marine e lagunari e servizi connessi03.12.00Pesca in acque dolci e servizi connessi03.21.00Acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare e servizi conness46.21.22Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali, semi oleosi, patate da semina46.22Commercio all’ingrosso di fiori e piante47.76.10Commercio al dettaglio di fiori e piante47.89.01Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti82.99.30Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche56.10.12Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole55.20.52Attività di alloggio connesse alle aziende agricole81.30.00Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole11.02.10 Produzione vini da tavola e v.d.q.r.d. 11.02.20 Produzione vini spumanti e altri vini di qualità

Regime impatriati: spetta in caso di “nuova attività lavorativa”

Con Risposta a interpello n 42 del 18 gennaio 2021 l’Agenzia delle Entrate si pronuncia ancora sul regime speciale degli impatriati chiarendo che spetta l’agevolazione fiscale prevista dall’art 16 DLgs n 147/2015 solo se il contribuente che rientri a seguito di distacco abbia una nuovo lavoro ovvero non vi sia continuità lavorativa con il ruolo precedente. Ricordiamo che il comma 1 dell’art 16 sancisce che “I redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30 per cento del loro ammontare al ricorrere delle seguenti condizioni indicate dei commi successivi”L’agenzia fa riferimento alla recente Circolare n 33/E del 28 dicembre con la quale è stato chiarito quando si debba considerare una continuità lavorativa con la precedente posizione ricoperta per quella azienda nel territorio dello stato.Viene riportato che non spetta l’agevolazione di cui si  tratta, qualora i termini e le condizioni contrattuali, indipendentemente dal “nuovo” ruolo aziendale e dalla relativa retribuzione, rimangono di fatto immutati al rientro presso il datore di lavoro ad esempio in conseguenza di:accordi di varia natura come la sottoscrizione di clausole inserite nelle lettere di distacco, o accordi con cui viene conferito un nuovo incarico aziendale, dai quali si evince che, sotto il profilo sostanziale, continuano ad applicarsi le originarie condizioni contrattuali in essere prima dell’espatrio.A titolo esemplificativo, l’agenzia chiarisce che costituiscono indice di una situazione di continuità sostanziale:il riconoscimento di ferie maturate prima del nuovo accordo contrattuale;il riconoscimento dell’anzianità dalla data di prima assunzione;l’assenza del periodo di prova;clausole volte a non liquidare i ratei di tredicesima (ed eventuale quattordicesima) maturati nonché il trattamento di fine rapporto al momento della sottoscrizione del nuovo accordo;clausole in cui si prevede che alla fine del distacco, il distaccato sarà reinserito nell’ambito dell’organizzazione della Società distaccante e torneranno ad applicarsi i termini e le condizioni di lavoro presso la Società di appartenenza in vigore prima del distaccoNell’interpello il soggetto, lavoratore dipendente a tempo indeterminato di una società italiana, riferisce di essere stato distaccato in Cina dal 15 gennaio 2016 in virtù  di un contratto locale.Si iscriveva regolarmente da tale data anche alla anagrafe dei residenti all’estero, AIRE.A decorrere dal 1 gennaio 2021 dichiara di essere nuovamente assunto dalla ditta italiana con contratto a tempo indeterminato.Egli domanda se può usufruire a decorrere da tale data della agevolazione fiscale prevista dall’art 16 comma 2 del DLgs 147/2015.L’agenzia riepiloga i termini della agevolazione, la cui normativa è stata modificata dal DL n 124/2019 convertito in legge 157/2019, specificando che essa spetta se il lavoratore:trasferisca la residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 2 del TUIR;non sia stato residente in Italia nei due periodi d’imposta antecedenti al trasferimento e si impegni a risiedere in Italia per almeno 2 anni;svolga l’attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.Viene inoltre chiarito che sono destinatari del beneficio fiscale i cittadini dell’Unione europea o di uno Stato extra UE con il quale risulti in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale e che:sono in possesso di un titolo di laurea e abbiano svolto “continuativamente” un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, ovveroabbiano svolto “continuativamente” un’attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream.L’agevolazione è fruibile dai contribuenti:per un quinquennio a decorrere dal periodo di imposta in cui trasferiscono la residenza fiscale in Italiae per i quattro periodi di imposta successivi per accedere al regime speciale occorre che il soggetto non sia stato residente in Italia per due periodi di imposta precedenti il rientro.In conclusione l’agenzia richiamando i presupposti e requisiti per godere della agevolazione per i lavoratori impatriati con la Circolare n 33 ha chiarito che essa NON spetta:nell’ipotesi di distacco all’estero con successivo rientro in presenza del medesimo contratto e presso il medesimo datore di lavoronell’ipotesi in cui vi sia con lo stesso datore di lavoro una continuità lavorativa rispetto al ruolo ricoperto prima del distacco.

Sportivi disabili: Bonus INAIL per società e associazioni

Le società sportive dilettantistiche e le associazioni affiliate a una federazione sportiva riconosciuta dal Comitato italiano paralimpico (Cip) potranno accedere a finanziamenti per l’acquisto di ausili da concedere in comodato d’uso gratuito ai propri atleti con disabilità. A questo scopo, con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 16 aprile, è stato stanziato un milione e mezzo di euro attraverso il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano. Sul sito INAIL viene comunicato che è stata attivata il 14 gennaio scorso la piattaforma telematica  per la richiesta di accesso alle risorse stanziate dal Dpcm dell 16.4.2020, attraverso il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano. Con il supporto di un comitato tecnico   che vede la collaborazione tra dipartimento dello sport INAIL, Comitato paralimpico, è stata  anche  predisposta una banca dati relativa alle tipologie di ausili finanziabili  che consentono di praticare una trentina di discipline sportive, dallo sci alpino paralimpico al wheelchair tennis, dallo snowboard alla danza sportiva, dal tiro con l’arco alla scherma e al basket in carrozzina. Per ciascuna tipologia di ausilio, in particolare, è quantificato il valore massimo del preventivo ammissibile al finanziamento.Il comunicato sottolinea l’apporto inail   delle competenze INAIL maturate nell’avviamento allo sport delle persone con  disabilità, rispetto al quale l’Istituto vanta un’esperienza ormai consolidata, che in questi anni si è tradotta in una collaborazione sempre più strutturata con il Cip. La pratica sportiva, infatti, rappresenta uno strumento di straordinaria efficacia per il reinserimento sociale di molti disabili.Alleghiamo in fondo all’articolo il testo dell’accordo Accordo per la realizzazione delle attività di supporto, di collaborazione e di assistenza tecnico-specialistica ai fini della gestione del Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano.

Bonus pubblicità: dichiarazione sostitutiva entro l’8 febbraio per gli investimenti 2020

Le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali, che hanno presentato entro il 30.09.2020 la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta pubblicità 2020, potranno inviare la dichiarazione sostitutiva degli investimenti effettivamente realizzati nel 2020, dall’8 gennaio all’8 febbraio 2021, in luogo del periodo ordinario 01.01.2021 – 31.01.2021. Per il solo anno 2020, i soggetti che hanno presentato la comunicazione per l’accesso, per confermare la “prenotazione” devono pertanto inoltrare entro l’8.02.2021, la “dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti” pubblicitari realizzati nell’anno 2020, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile con le credenziali SPID, Entratel e Fisconline, o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).Ricordiamo che l’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 ha istituito un credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati:dalle impreseda lavoratori autonomida enti non commerciali.Il bonus pubblicità consiste in un credito d’imposta inerente alle spese sostenute in campagne pubblicitarie effettuate:sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, registrati presso il Tribunale, ovvero presso il ROC, e dotati del Direttore responsabile.sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte al ROCCon il D.L. n. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”) prima e con il D.L. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”) dopo, sono state introdotte importanti novità solo per il 2020 in tema di credito d’imposta pubblicità:credito d’imposta calcolato nella misura unica del 50% dell’intero valore degli investimenti pubblicitari effettuati, e non più sul solo margine incrementale rispetto all’investimento effettuato nell’anno precedente (venendo meno il requisito dell’incremento minimo dell’1% rispetto agli investimenti effettuati l’anno precedente), comportando quindi che limitatamente all’anno 2020, possono accedere all’agevolazione anche i soggetti:che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019, i soggetti che nell’anno 2019 non hanno effettuato investimenti pubblicitaried infine i soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso dell’anno 2020.agevolazione estesa anche agli investimenti sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. Sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipologia nonché quelle per la trasmissione o per l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo. presentazione della comunicazione per accedere al credito d’imposta dal 1° al 30 settembre 2020. Le comunicazioni telematiche già presentate nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restano comunque valide.Una volta terminato il periodo di presentazione delle dichiarazioni sostitutive, il credito d’imposta sarà riconosciuto con provvedimento pubblicato sul sito istituzionale del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, e potrà essere utilizzato unicamente in compensazione, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, con codice tributo “6900” istituito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 41/2019. In merito ricordiamo che il 25 novembre è stato pubblicato l’elenco temporaneo dei soggetti che hanno presentato la comunicazione telematica per l’accesso al credito di imposta per l’anno 2020 e l’importo teoricamente fruibile da ciascuno di essi, con l’indicazione della percentuale provvisoria di riparto. Gli importi indicati nell’elenco sono stati determinati tenendo conto dello stanziamento previsto come tetto di spesa per l’anno 2020, pari a 85 milioni di euro, di cui 50 milioni per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e 35 milioni per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. Poiché le risorse destinate alla copertura dell’agevolazione sono risultate inferiori all’ammontare totale del credito di imposta richiesto, la ripartizione delle stesse tra i richiedenti, è stata effettuata in misura proporzionale agli importi richiesti:con percentuale pari al 14,8% per gli investimenti sulla stampa, pari al 6,5% per investimenti sulle radio e televisioni e con una percentuale compresa tra il 6,5% e il 14,8% nel caso di investimenti su entrambi i canali. Si ricorda che la comunicazione telematica per l’accesso al credito di imposta è una sorta di prenotazione delle risorse. Per confermare la prenotazione effettuata con la “comunicazione per l’accesso” per l’anno 2020, è necessario quindi inviare, con la stessa modalità, entro l’8 febbraio 2021, la suddetta “dichiarazione sostitutiva” relativa agli investimenti effettuati. Al termine del periodo di presentazione delle dichiarazioni sostitutive, sarà formato l’elenco definitivo dei soggetti ammessi all’agevolazione.

TEFA 2021: istituiti i codici tributo per il pagamento con F24

Con Risoluzione n 5/E del 18 gennaio 2021 sono istituiti i seguenti codici tributo per il pagamento del TEFA 2021 (tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente) tramite F24 e F24 “enti pubblici” (F24 EP):“TEFA” denominato “TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente”;“TEFN” denominato “TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – interessi”;“TEFZ” denominato “TEFA – tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente – sanzioni”I codici possono essere utilizzati anche per il versamento di quanto dovuto a seguito dell’attività di controllo.Si precisa che in sede di compilazione del modello F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI”, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, riportando i seguenti dati:nel campo “codice ente/codice comune” indicare il codice catastale del comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it;barrare la casella “Ravv.” se il pagamento è effettuato a titolo di ravvedimento;nel campo “Numero immobili” indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);nel campo “rateazione/mese rif” indicare il numero della rata nel formato “NNRR”,dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. Si precisa che, in caso di pagamento in un’unica soluzione, il suddetto campo è valorizzato con “0101”;nel campo “Anno di riferimento” indicare l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento, nel formato “AAAA”. Nel caso in cui sia barrata la casella “Ravv.” indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.Invece in sede di compilazione del modello F24 EP i codici sono esposti nella sezione “TARES-TARI” (valore 5), in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, riportando i seguenti dati:nel campo “codice”, il codice catastale del comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it;nel campo “estremi identificativi”, nessun valore;nel campo “riferimento A” (composto da sei caratteri), nei primi due caratteri, un valore a scelta tra “RA” (versamento a titolo di ravvedimento) e “00” (versamento ordinario); nei successivi quattro caratteri, l’anno di riferimento, nel formato “AAAA”;nel campo “riferimento B” (composto da sei caratteri), nei primi due caratteri, il numero di rata in pagamento, nel formato “NN” e, nei successivi due caratteri, il numero di rate totali, nel formato “RR” (in caso di pagamento in un’unica soluzione indicare “0101”). Negli ultimi due caratteri indicare il numero degli immobili a cui si riferisce il versamento (da 01 a 99).Ricordiamo che il TEFA è il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente di cui all’art 19 del DLgs n 504/1992, la normativa dispone che il tributo sia riscosso unitamente alla tassa TARI di cui all’art 1 comma 639 e alla tariffa avente natura corrispettiva di cui all’art 1 comma 668 entrambi della legge 147/2013.Ciò premesso, si specifica che nel caso di pagamenti effettuati attraverso il versamento unitario, a decorrere dal 1° giugno 2020 la struttura di gestione provvede al riversamento del tributo spettante alla provincia o città metropolitana competente per territorio, al netto della commissione.Con il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 1° luglio 2020 sono stabiliti i criteri e le modalità per assicurare il sollecito riversamento del tributo e si è disposto che per le annualità 2021 e successive, il TEFA e gli eventuali interessi e sanzioni sono versati dai contribuenti, secondo gli importi indicati dai comuni, utilizzando gli appositi codici tributo istituiti con risoluzione dell’Agenzia delle entrate. La Struttura di gestione provvede al riversamento degli importi pagati con i suddetti codici tributo alla provincia o città metropolitana competente per territorio, in base al codice catastale del comune indicato nel modello F24.La risoluzione chiarisce anche che:per gli anni di imposta fino al 2020, i versamenti del TEFA e della TARI (ovvero della tariffa avente natura corrispettiva) sono effettuati cumulativamente utilizzando esclusivamente i codici tributo relativi alla TARI e alla tariffa avente natura corrispettiva senza distinguere la parte relativa al TEFA.per gli anni d’imposta 2021 e successivi, gli importi dovuti a titolo di TEFA sono versati dai contribuenti, secondo quanto indicato dai comuni, distintamente dagli importi dovuti a titolo di TARI, utilizzando i nuovi codici tributo istituiti con la presente risoluzioneTi potrebbe interessare anche:TARI e TEFA: dal 2021 pagamenti con PagoPATEFA: usciti i criteri e le modalità di riversamento della imposta
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