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Acconto IRPEF 2021: entro il 30.11 la seconda o unica rata

L’imposta sul reddito delle persone fisiche IRPEF è un’imposta progressiva, ossia essa aumenta più che proporzionalmente rispetto all’incremento del reddito.Il contribuente verserà l’imposta in funzione degli scaglioni di reddito nei quali rientra, applicando le relative aliquote che variano dal 23% al 43% valide per il 2019-2021.IRPEF 2021: entro il 30 novembre il secondo accontoIl contribuente versa l’IRPEF:con un accontoe un saldo.In particolare, ogni anno versa il saldo relativo all’anno precedente e un acconto relativo all’anno in corso.L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata nell’anno in corso (riferita, quindi, all’anno precedente) è superiore a 51,65 euro una volta sottratti le detrazioni, i crediti d’imposta, le ritenute e le eccedenze. L’acconto è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno oppure dell’imposta inferiore che il contribuente prevede di dover versare per l’anno successivo.L’acconto per l’anno in corso deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:unico versamento entro il 30 novembre se l’acconto è inferiore a 257,52 eurodue rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro:la prima rata è pari al 40% e va versata entro il 30 giugno (insieme al saldo dell’anno precedente),la seconda è pari al restante 60% e va versata entro il 30 novembre. Attenzione va prestata al fatto che i soggetti che devono applicare gli ISA indici sintetici di affidabilità e i soggetti che rientrano nel regime forfettario pagano due rate uguali pari al 50% dell’importo dovuto.Va sottolineato che mentre la prima rata di acconto IRPEF e il saldo possono essere versati in rate mensili, la seconda rata dell’acconto deve essere pagata in un’unica soluzione.In sintesi: salvo proroghe, il saldo e l’eventuale prima rata di acconto devono essere versati entro il 30 giugno dell’anno in cui si presenta la dichiarazione, oppure entro i successivi 30 giorni pagando una maggiorazione dello 0,40%. La scadenza per l’eventuale seconda o unica rata di acconto è invece il 30 novembre.Secondo rata IRPEF 2021: il codice tributo per l’F24Tutti i contribuenti pagano le imposte tramite il modello F24, nel caso del pagamento del secondo acconto IRPEF da versare entro il 30 novembre 2021 si userà il codice tributo 4034 denominato “IRPEF acconto seconda rata o acconto in unica soluzione”.Le stesse modalità di pagamento delle imposte previste per i contribuenti che utilizzano il modello REDDITI PF, devono essere utilizzate anche dai contribuenti che presentano il modello 730 e non hanno un sostituto d’imposta.Non devono versare autonomamente le imposte, invece, i contribuenti che presentano il modello 730 e hanno un sostituto d’imposta. Gli importi a debito o a credito risultanti dalla liquidazione della dichiarazione sono trattenuti o pagati direttamente sullo stipendio dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), a partire dal mese di luglio.Leggi anche Scaglioni e aliquote Irpef e addizionali regionali e comunali 2021

Autotrasporto: 100 milioni di euro per l’acquisto di veicoli ecologici

Incentivare l’acquisto da parte delle imprese di autotrasporto di mezzi ecologici e tecnologicamente avanzati così da rinnovare il parco veicoli riducendo l’inquinamento e aumentando la sicurezza sulle strade. Questo l’obiettivo dei due decreti firmati dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che prevedono complessivamente 100 milioni di euro per agevolare l’acquisto di mezzi più tecnologici e green. Come si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito del ministero“Dopo gli incentivi previsti per l’eliminazione degli autobus più inquinanti, i fondi del Pnrr dedicati al rinnovo dei treni e degli autobus, gli investimenti per porti più green, l’introduzione degli incentivi destinati alle aziende di autotrasporto conferma l’impegno del Governo verso una trasformazione in senso ecologico dell’intero sistema della mobilità e della logistica. L’autotrasporto è di fondamentale importanza per il funzionamento del sistema economico ed è chiamato, come altri settori, a contribuire in modo significativo alla transizione ecologica e all’aumento della sicurezza stradale”, ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. “Il parco veicolare esistente ha un’elevata età media e mi auguro che le aziende di autotrasporto colgano questa opportunità per contribuire al rinnovamento dei mezzi in linea con le politiche dell’Unione europea volte alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti”. Vediamo cosa prevedono i due decreti.Decreto investimenti ad alta sostenibilitàIn particolare il decreto per gli “Investimenti ad alta sostenibilità” mette a disposizione delle imprese di autotrasporto 50 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2026 esclusivamente per l’acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa, ecologici di ultima generazione, in particolare ibridi (diesel/elettrico), elettrici a carburanti di ultima generazione (CNG, LNG). Gli incentivi dipendono dalla tipologia e dalla massa complessiva del veicolo e vanno da un minimo di 4.000 euro per quelli ibridi di massa complessiva da 3,5 a 7 tonnellate fino a 24.000 euro per quelli elettrici oltre le 16 tonnellate. Attenzione va prestata al fatto che a questi importi si aggiunge un contributo di 1.000 euro in caso di contestuale rottamazione di un veicolo diesel.Decreto investimenti finalizzati al rinnovo e all’adeguamento tecnologico parco veicoliIl decreto per gli “Investimenti finalizzati al rinnovo e all’adeguamento tecnologico del parco veicoli”, mette a disposizione ulteriori 50 milioni di euro per il biennio 2021-2022 per incentivare la sostituzione dei mezzi da parte delle imprese di autotrasporto, rottamando quelli più inquinanti e meno sicuri. Questo decreto riserva una quota di 35 milioni di euro per l’acquisto di mezzi diesel Euro 6 solo a fronte di una contestuale rottamazione di automezzi commerciali vecchi e inquinanti. Gli incentivi vanno da un minimo di 7.000 a un massimo di 15.000 euro. Per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri Euro 6-D Final ed Euro 6 il contributo è invece pari a 3.000 euro. Una quota di 5 milioni di euro è riservata all’acquisto di automezzi a trazione alternativa (ibridi, elettrici, CNG e LNG) con incentivi che, anche in questo caso, vanno da un minimo di 4.000 a un massimo di 24.000 euro, a cui si aggiungono 1.000 euro in caso di rottamazione contestuale di un mezzo obsoleto. Infine, ulteriori 10 milioni di euro sono stati stanziati per l’acquisto di rimorchi e semirimorchi adibiti al trasporto combinato ferroviario e marittimo e dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiore sicurezza e risparmio energetico.

Portale InPA: tutte le offerte di lavoro nella Pubblica amministrazione

In data 23 novembre il Ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha presentato presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, “inPA”, il nuovo portale della Pubblica amministrazione che ospiterà la mappa delle opportunità di lavoro nella Pa e permetterà di candidarsi:sia agli avvisi legati ai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza PNRRsia ai concorsi pubblici ordinari. “inPA è il nuovo portale del reclutamento, realizzato in collaborazione con Almaviva, che servirà a reclutare il personale necessario all’attuazione del Pnrr e ad agevolare il turnover nelle amministrazioni”, ha sottolineato il ministro Brunetta. Il portale darà la possibilità di monitorare tutti i bandi e gli avvisi di selezione e di candidarsi con un clic anche ai concorsi ordinari, che sono stati completamente digitalizzati e velocizzati. SCARICA QUI LE SLIDE PER InPARicordiamo che grazie al decreto legge n. 80/2021 (convertito con la legge n. 113 del 6 agosto 2021), sono possibili nuovi percorsi più veloci, trasparenti e rigorosi per selezionare i profili tecnici e gestionali necessari alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Ti consigliamo anche la lettura dell’articolo Commercialisti: online il portale InPA per il reclutamento della PAPortale InPa: come si accede all’area riservata?E’ possibile accedere all’area riservata del portale InPA tramite l’identità digitale ovvero:SPID, CIE, CNSAccedendo all’area riservata è possibile disporre di tutte le funzioni dedicate e gestire quindi avvisi, bandi, candidature, ricerche, procedure concorsuali, concorsi fast track… Portale InPa: ecco come inserire i propri datiUna volta effettuato l’accesso, ed aver acconsentito all’utilizzo dei dati, ci si trova nell’area riservata dove ci sono quattro sezioni: Informazioni personali,percorso formativoesperienze lavorative,bilancio competenze.In questo modo è possibile compilare i vari campi per completare il proprio profilo.

Ristori agenzie di viaggio, enti turistici, agenzie animazione: ecco i beneficiari

Con avvisi del 23 novembre 2021 il Ministero della cultura informa della assegnazione, tramite decreti, di ristori per le seguenti attività:contributo destinato al ristoro delle perdite subite nell’anno 2020 dagli Enti gestori a fini turistici di siti speleologici e grotte, per un importo complessivo di 2 milioni di euro, a seguito dell’Avviso pubblico n. 547/SG del 30 settembre 2021. Clicca qui per consultare l’elenco dei beneficiari accedendo al sito del ministero.contributo destinato al ristoro delle perdite subite da Agenzie di animazione per feste e villaggi turistici, a seguito dell’Avviso n. 549/SG del 30 settembre 2021. Clicca qui per consultare l’elenco dei beneficiari accedendo al sito del ministerol’elenco dei beneficiari e dei contributi teorici di cui all’avviso pubblico 546/SG del 30 settembre 2021 per l’assegnazione ed erogazione di contributi pari a euro 32.000.000,00 destinati al ristoro di agenzie di viaggio e tour operator. Per questo contributo si specifica che è in corso la fase istruttoria delle istanze e la verifica mediante inserimento nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, sulla base delle concessioni già maturate da parte del singolo beneficiario e delle informazioni rese in sede di istanza. La registrazione è in fase di attivazione mediante un sistema di inserimento-dati massivo, che consentirà di pubblicare nel breve termine il decreto di assegnazione con i contributi verificati.Elenco ristori per agenzie di viaggio, gestori siti speleologi e grotte, gestori di animazioni e festeRicordiamo che Dalle ore 12:00 del 15 ottobre e fino alle ore 17:00 del 29 ottobre 2021, è stato possibile compilare e trasmettere online le istanze per l’assegnazione ed erogazione dei contributi a favore di:Agenzie di Viaggio e Tour Operator che non hanno presentato un’istanza di contributo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto dirigenziale del 15 settembre 2020, rep. 35;Enti gestori a fini turistici di siti speleologici e grotte;Agenzie di animazione per feste e villaggi turistici;Imprese turistico-ricettive con ricavi o compensi nel 2019 superiori a 10milioni di euro.Il Ministero del Turismo aveva pubblicato quattro avvisi di apertura della piattaforma per la presentazione delle istanze di contributo, per approfondimento leggi Contributi agenzie viaggio, animazione e imprese ricettive: al via le domande dal 15.10

Cripto valute: detenzione di valute virtuali e obblighi fiscali

Con Risposta a interpello n 788 del 24 novembre 2021 le Entrate si occupano di detenzione di valute virtuali in digital wallet con possesso di chiavi private obblighi di monitoraggio e relativo regime fiscale.L’Istante, persona fisica residente in Italia, pone un quesito in merito al trattamento fiscale delle valute virtuali detenute, in alcuni digital wallet, per un lungo periodo di tempo (superiore a cinque anni), senza che le stesse siano cedute o convertite in euro.Egli chiarisce che le valute virtuali sono state acquistate a titolo oneroso, che per la “strategia di detenzione in holding” non è riconosciuto alcun compenso e che alcune valute virtuali sono detenute su wallet presso un exchange estero mentre altre sono in un “hardware wallet” e in un “desktop wallet” con disponibilità diretta di chiave privata.  L’Istante ha, altresì, chiarito che nel periodo di imposta 2020 non ha prelevato né convertito le valute virtuali detenute. Ciò posto, chiede se la “strategia di detenzione in holding” determini un risultato di gestione fiscalmente rilevante in sede di dichiarazione annuale dei redditi. Chiede poi chiarimenti in merito all’obbligo di compilazione del quadro RW nei casi in cui si detenga direttamente la chiave privata. Leggi anche  Criptovalute – Tassazione ed obblighi di monitoraggio fiscale (RW)Le Entrate specificano che il trattamento fiscale applicabile alla detenzione di valute virtuali in capo a persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di arte, professione o impresa, è stato oggetto di chiarimenti nella Risoluzione 2 settembre 2016, n. 72/E, con particolare riferimento ai bitcoin. Con tale documento è stato precisato che la moneta “virtuale” è utilizzata come “moneta” alternativa a quella tradizionale avente corso legale la cui circolazione si fonda su un principio di accettazione volontaria da parte degli operatori che decidono di utilizzarla. Tecnicamente, le “valute virtuali” sono stringhe di codici digitali opportunamente criptati, generati in via informatica mediante complessi algoritmi matematici. Lo scambio di tali codici criptati tra gli utenti avviene attraverso applicazioni software specifiche. Pertanto, tali “valute” hanno natura esclusivamente ” digitale” essendo create, memorizzate e utilizzate attraverso dispositivi elettronici e sono conservate, generalmente, in “portafogli elettronici” detti  wallet. In sostanza, i wallet consistono in una coppia di chiavi crittografiche di cui: (i) la chiave pubblica, comunicata agli altri utenti, rappresenta l’indirizzo a cui associare la titolarità delle valute virtuali ricevute; (ii) la chiave privata, mantenuta segreta per garantire la sicurezza delle valute associate, consente di trasferire valute virtuali ad altri portafogli.Con riferimento al trattamento fiscale applicabile alle operazioni relative alle valute virtuali, come precisato nella citata risoluzione n. 72/E del 2016, in assenza di una specifica normativa applicabile al sistema delle monete virtuali, costituisce necessariamente un punto di riferimento la sentenza della Corte di Giustizia 22 ottobre 2015, causa C-264/14. Più precisamente, secondo i giudici europei, tali operazioni rientrano tra le operazioni “relative a divise, banconote e monete con valore liberatorio” di cui all’articolo 135, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 2006/112/CE. Alla luce di quanto precede si ritiene che, ai fini delle imposte sul reddito delle persone fisiche che detengono valute virtuali al di fuori dell’attività d’impresa, alle operazioni in valuta virtuale si applicano i principi generali che regolano le operazioni aventi ad oggetto valute tradizionali.Conseguentemente, le cessioni a termine di valute virtuali rilevano sempre fiscalmente, mentre le cessioni a pronti generalmente non danno origine a redditi imponibili mancando la finalità speculativa, salva l’ipotesi in cui la valuta ceduta derivi da prelievi da portafogli elettronici (wallet), per i quali la giacenza media superi un controvalore di euro 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta, ai sensi del combinato disposto degli articoli 67, comma 1, lettera c-ter), e comma 1-ter. Agli effetti di quest’ultima disposizione, il prelievo dai wallet è equiparato ad una cessione a titolo oneroso. Per cessione a pronti si intende una transazione in cui si ha lo scambio contestuale di una valuta contro una valuta differente. Il valore in euro della giacenza media in valuta virtuale va calcolato secondo il cambio di riferimento all’inizio del periodo di imposta, e cioè al 1° gennaio dell’anno in cui si verifica il presupposto di tassazione (cfr. circolare 24 giugno 1998, n. 165). Resta inteso che, qualora non risulti integrata la condizione precedentemente individuata, non si rendono deducibili neppure le minusvalenze eventualmente realizzate.Con riferimento agli obblighi di monitoraggio fiscale, l’articolo 4 del decreto legge n. 167 del 1990 prevede che le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici ed equiparate residenti in Italia che, nel periodo d’imposta, detengono investimenti all’estero ovvero attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, devono indicarli nella dichiarazione annuale dei redditi. Nella circolare 23 dicembre 2013, n. 38/E (paragrafo 1.3.1.) è stato precisato che il medesimo obbligo sussiste anche per le attività finanziarie estere detenute in Italia al di fuori del circuito degli intermediari residenti. Pertanto, con riferimento alla detenzione di valute virtuali da parte dei predetti soggetti, si ritiene che tale obbligo sussista in quanto le stesse costituiscono attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. Con riferimento specifico al periodo di imposta 2020, secondo le istruzioni per la compilazione del Quadro RW, approvate con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 gennaio 2021, va indicato nella colonna 3 “codice individuazione bene” il codice 14 (Altre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali), senza compilare la colonna 4 “Codice Paese estero”.Con riferimento al secondo quesito, si ritiene che per tutte le valute virtuali detenute dall’Istante, vale a dire anche per quelle di cui detenga direttamente la chiave privata, sussista l’obbligo di monitoraggio fiscale di cui al DL n. 167 del 1990 e conseguentemente, l’Istante sia tenuta alla compilazione del Quadro RW, del Modello Redditi PF 2021, secondo le indicazioni sopra riportate e meglio specificate nelle istruzioni allegate al medesimo Modello.

Commercialisti: le elezioni fissate al 28 febbraio 2022

Con un decreto firmato dalla Ministra Marta Cartabia, il Ministero della Giustizia ha sciolto il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili e ha nominato tre commissari straordinari dell’Ente, si tratta dei commercialisti Maria Rachele Vigani, Rosario Giorgio Costa e Paolo Giugliano, Avranno l’incarico di proseguire l’iter elettorale già avviato per il rinnovo dei Consigli territoriali della categoria e di curare gli adempimenti per le elezioni del nuovo Consiglio nazionale, che si terranno il 28 febbraio 2022, come stabilito oggi dal Ministero della Giustizia.Ai commissari straordinari spetterà anche il compito di curare la gestione ordinaria e il disbrigo delle pratiche urgenti fino all’insediamento del nuovo Consiglio nazionale.Il decreto arriva dopo che con una lettera inviata il 22 novembre 2021 il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, ha rassegnato le sue dimissioni.Per ciò che riporta il comunicato pubblicato sul proprio sito internet, il CNDCEC specifica che la decisione di Miani giunge dopo che nei giorni scorsi il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso cautelare presentato dal Consiglio Nazionale per la riforma dell’ordinanza del TAR Lazio del 16 ottobre 2021 che aveva sospeso il procedimento elettorale degli Ordini territoriali della categoria, ed è motivata dalla volontà di garantire l’espletamento delle operazioni elettorali della categoria nel più breve tempo possibile, affidando il procedimento elettorale ad un Commissario straordinario.Ecco le dichiarazioni del Presidente Massimo MianiAbbiamo appreso con piacere quanto deciso dal Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 6206 del 19 novembre 2021 con la quale è stato accolto il ricorso cautelare presentato dal Consiglio Nazionale per la riforma dell’ordinanza TAR Lazio n. 5547 del 16 ottobre 2021” aggiungendo anche “Tengo ad evidenziare che quanto espresso nella citata ordinanza, ancorché non ci consenta di affermare – nelle more del giudizio di merito – la piena legittimità dell’operato del Consiglio Nazionale, ci permette di ritenere degne di meritevolezza le ragioni addotte a base della nostra difesa e di evidenziare i fatti e le circostanze che hanno condotto noi e gli Ordini territoriali ad operare oltre l’originario termine del mandato. Non sfugge, infatti, che il Consiglio di Stato non trascura di considerare non solo l’esistenza di norme speciali all’interno dell’ordinamento professionale che disciplinano il regime di prorogatio degli organi uscenti, ma anche che l’attuale situazione non è frutto dell’inerzia del Consiglio Nazionale o degli Ordini territoriali, quanto piuttosto “del protratto regime di sospensione imposto al procedimento elettorale dalle pronunce cautelari medio tempore assunte dal giudice”.”Sono certo che il Consiglio Nazionale ha sempre operato correttamente, in costante raccordo con il Ministero vigilante, avendo come fine ultimo la tutela dell’intera Categoria. Pur nell’apprezzare quanto affermato dal Consiglio di Stato in relazione alla necessità di scongiurare il commissariamento del Consiglio Nazionale nelle more del giudizio di merito del TAR già calendarizzato per il prossimo 25 febbraio 2022, ritengo che sia necessario adottare tutte le soluzioni possibili per cercare di arrivare al voto degli Ordini territoriali prima della fine del mese di febbraio e di scongiurare che possano sorgere ulteriori contenziosi in ordine alle elezioni dei Consigli territoriali, rese oggi possibili grazie alla ripresa del procedimento elettorale, stante la revoca della sospensione cautelare disposta dal Consiglio di Stato”.“La conflittualità che purtroppo contraddistingue la nostra Categoria – aggiunge Miani – mi induce a rassegnare le dimissioni, nella speranza che l’affidamento del procedimento elettorale ad un Commissario straordinario possa agevolare e velocizzare il processo di rinnovamento degli organi di rappresentanza territoriali e nazionali”.Miani ha concluso affermando: “Confido che, preso atto delle mie dimissioni e di quelle dei Consiglieri nazionali firmatari della presente, si disponga in tempi brevi la nomina del Commissario straordinario per poter garantire l’espletamento delle operazioni elettorali nel più breve tempo possibile”.Leggi anche Commercialisti: elezioni a fine febbraio 2022
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