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Agevolazioni prima casa: non si perdono in caso di riacquisto di immobile all’estero

L’agevolazione prima casa non si perde anche nel caso di vendita entro 5 anni dell’immobile acquistato con l’agevolazione prima casa in Italia e riacquisto di altro immobile all’estero, entro un anno dall’alienazione e adibito a dimora abituale, se i suddetti requisiti per non incorrere nella decadenza dall’agevolazione fruita, sono dimostrati dal contribuente con idonea documentazione.Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con risposta ad un’istanza di interpello del 24 febbraio 2021 n. 126 (scarica qui il testo), precisando che la sussistenza dei requisiti per non incorrere nella decadenza dall’agevolazione fruita, ossia che:il riacquisto dell’immobile sito all’estero sia stato effettuato entro un anno dall’alienazione dell’immobile agevolato sito in Italia e che la nuova abitazione sia destinata a dimora abituale dei contribuenti stessi, possa essere dimostrata dagli interpellanti presentando, all’ufficio dell’Agenzia delle entrate competente, adeguata documentazione. Al riguardo, il contribuente può inviare la documentazione comprovante il diritto a non decadere dall’agevolazione in esame all’ufficio competente, che valuterà sia se procedere all’emissione dell’avviso liquidazione e sia se avvalersi degli strumenti di cooperazione amministrativa in vigore con Z, come ad esempio la ‘Convenzione di Strasburgo del 25 gennaio 1988, concernente la reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli stati membri del Consiglio d’Europa e i paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – OCSE’, di cui Z e l’Italia sono firmatari, ratificata in Italia con la legge 10 febbraio 2005, n.19, modificata con protocollo firmato il 27 maggio 2010, ratificato con la legge 27 ottobre 2011, n. 193.In merito alla documentazione probatoria, ferma restando la valutazione del competente ufficio accertatore, potrebbero essere funzionali:sia copia del rogito notarile di acquisto dell’abitazione sita all’estero,sia documentazione comprovante la dimora abituale nell’immobile acquistato all’estero, come fatture di fornitura di luce, acqua o gas intestate agli istanti, con riferimento al medesimo immobile.I suddetti documenti dovranno essere muniti di ‘apostille’ e tradotti in lingua italiana (Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961). Tale documentazione potrà essere inviata tramite posta elettronica certificata (PEC) ovvero raccomandata A/R all’ufficio dell’Agenzia delle entrate ove è stato registrato l’atto di acquisito dell’immobile sito in Italia. Si precisa che l’invio di tale documentazione non preclude all’ufficio accertatore di precedere all’ordinaria attività di accertamento, sia in ordine alla gestione dell’attività di liquidazione dell’imposta, sia in ordine alla valutazione dell’idoneità probatoria, ai fini sopra indicati, della citata documentazione.Cos’è l’agevolazione prima casaL’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” (disciplinata dalla Nota II bis, in calce all’articolo 1 della Tariffa, Parte I, allegata al Testo unico del 26/04/1986 n. 131 – Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro) consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni:chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro.se il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, l’acquirente dovrà versare l’imposta sul valore aggiunto, calcolata sul prezzo della cessione, pari al 4% anziché al 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Gli immobili ammessi al beneficio sono le abitazioni appartenenti alle seguenti categorie catastali:A/2 (abitazioni di tipo civile)A/3 (abitazioni di tipo economico)A/4 (abitazioni di tipo popolare)A/5 (abitazione di tipo ultra popolare)A/6 (abitazione di tipo rurale)A/7 (abitazioni in villini)A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).sono esclusi l’acquisto di un’abitazione appartenente alle categorie catastali A/1 ( abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio storico e artistico).Le agevolazioni, inoltre, spettano anche per l’acquisto delle pertinenze, classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio rimesse e autorimesse) e C/7 (tettorie chiuse o aperte), ma limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria. E’ comunque necessario che la pertinenza sia destinata in modo durevole a servizio dell’abitazione principale e che quest’ultima sia stata acquistata beneficiando dell’agevolazione “prima casa”.

Bonus sponsorizzazioni sportive: al via le domande per richiederlo

Al vie le richieste per il riconoscimento del bonus sponsorizzazioni introdotto dal decreto “Agosto” a vantaggio di chi investe in campagne pubblicitarie, comprese le sponsorizzazioni, a favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche. Come presentare l’istanza per il bonus sponsorizzazioniL’istanza potrà essere inviata fino al 1° aprile 2021 agli indirizzi seguenti:Pec [email protected] mail [email protected],Le domande vanno inviate con apposito modulo (scarica qui il modello di domanda) da presentare insieme agli allegati richiestiA chi spetta il bonus sponsorizzazioniRicordiamo che ll’articolo 81 del cosiddetto DL Agosto, è dedicato a un nuovo credito di imposta denominato “Credito di imposta per investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche”.Per il solo anno 2020, in favore di:imprese, lavoratori autonomi, enti non commercialiche effettuano sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie nei confronti di leghe e società sportive (che presentano le caratteristiche espressamente indicate dal decreto) è riconosciuto un contributo, sotto forma di credito di imposta (utilizzabile esclusivamente in compensazione) pari al 50% degli investimenti effettuati a decorrere dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2020, per un investimento minimo di 10.000 euro.Per approfondimento si legga l’articolo Il Credito di imposta per le sponsorizzazioni sportive del DL AgostoRicordiamo che le disposizioni attuative dell’agevolazione sono state messe a punto dal DPCM del 30 dicembre 2020 Il decreto ha definito:i beneficiari del credito, le informazioni da inserire nella domanda, i casi di esclusione,le procedure di concessione e di utilizzo della somma, la documentazione richiesta, le modalità di controllo ai fini del rispetto della norma e del tetto di spesa fissato dallo stanziamento dei fondi destinati allo scopo.Nello specifico all’art 3 dispone le procedura di concessione del contributo sotto forma di credito d’impostaAi fini del riconoscimento del contributo i soggetti interessati presentano apposita domanda al Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, entro il 1° aprile 2021, mediante un modulo reso disponibile dallo stesso Dipartimento sul proprio sito istituzionale entro il l° febbraio 2021.Cosa contiene la domanda del bonus sponsorizzazioniLa domanda contiene:a) gli elementi identificativi del soggetto che ha effettuato l’investimento;b) gli elementi identificativi dei soggetti che hanno ricevuto l’investimento;c) l’ammontare dell’investimento realizzato, di importo complessivo non inferiore a 10.000 euro;d) la durata della prestazione fornita dal soggetto destinatario dell’investimento;e) l’oggetto della campagna pubblicitaria;f) l’attestazione delle spese sostenute, ai sensi dell’articolo 2, comma 2;g) l’ammontare del contributo richiesto, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50 per cento degli investimenti effettuati;h) la certificazione resa dal soggetto interessato ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, ovvero, in alternativa, la dichiarazione della Federazione sportiva di riferimento circa lo svolgimento di attività sportiva giovanile da parte delle società e associazioni sportive, nonché l’appartenenza dello sport praticato alle discipline olimpiche o paralimpiche;i) per le società e le associazioni dilettantistiche, il certificato di iscrizione, in corso di validità, al relativo registro del Comitato Olimpico Nazionale Italiano;l) la dichiarazione sostitutiva resa dal soggetto destinatario dell’’investimento, ai sensi dell’articolo 46, comma 1, lettera o), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, concernente la consistenza dei ricavi prodotti in Italia nel periodo di imposta 2019, almeno pari a 150.000 euro e fino a un massimo di 15 milioni di euro. Entro i novanta giorni successivi alla scadenza del termine per la presentazione delle domande il Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, previa verifica dei requisiti di legge e della documentazione provvede alla concessione del contributo, sotto forma di credito d’imposta, nel rispetto del limite complessivo di 90 milioni di euro e ne dà comunicazione ai soggetti beneficiari mediante pubblicazione di un apposito elenco sul proprio sito istituzionale.Utilizzo del bonus sponsorizzazioniLa somma assegnata è utilizzabile dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco, soltanto in compensazione, presentando il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento. Il bonus deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui è stato riconosciuto e in quelle successive fino al suo esaurimento.

Covid: spetta allo Stato non alle regioni determinare le misure necessarie

Spetta allo stato non alle regioni determinare le misure necessarieArriva nella giornata del 24 febbraio 2021 il Comunicato stampa della Corte Costituzionale con il quale si comunica che il ricorso del Governo contro la legge della regione Valle d’Aosta-Vellée d’Aoste n. 11 del 9 dicembre 2020 è stato accolto.L’ufficio stampa comunica inoltre che la Corte avendo esaminato nel merito lo stesso ricorso del Governo contro la legge della regione Valle d’Aosta-Vellée d’Aoste che consente misure di contenimento della diffusione del contagio da COVID-19 diverse da quelle statali, ha ritenuto che il legislatore regionale, anche se dotato di autonomia speciale, non può invadere con una sua propria disciplina una materia avente ad oggetto la pandemia da COVID-19, diffusa a livello globale e perciò affidata interamente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, a titolo di profilassi internazionale. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane. La suddetta legge consta di 7 articoli scritti in italiano e in francese:Art. 1 (Oggetto e finalità)Art. 2 (Misure per l’esercizio delle attività)Art. 3 (Unità di supporto e coordinamento per l’emergenza COVID-19)Art. 4 (Gestione dell’emergenza sul territorio regionale)Art. 5 (Misure per la ripresa e il rilancio)Art. 6 (Clausola di invarianza finanziaria)Art. 7 (Dichiarazione d’urgenza)Con Legge n 11, a norma dell’art 1si disciplina la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sul territorio regionale della Valle D’Aosta e si introduce misure per la pianificazione della fase di ripresa e di rilancio dei settori maggiormente colpiti dall’epidemia. la Regione, al fine di tutelare la salute dei cittadini, adotta ogni misura utile a contrastare e contenere la diffusione del virus SARS-COV-2. tutte le attività produttive, industriali e commerciali, professionali, di servizi alla persona, sociali, culturali, ricreative e sportive, sono condizionate all’osservanza rigorosa e responsabile delle misure di sicurezza fissate dalla presente legge, sino alla cessazione totale dello stato di emergenza dichiarato a livello statale. Le predetta Legge n 11 del 9 dicembre 2020 comunica la Corte Costituzionale è sospesa in via cautela dalla Consulta con Ordinanza n 4/2021

Zona rossa: al momento non ci sono regioni ma comuni rossi

Con l’ultima Ordinanza, pubblicata in Gazzetta Ufficiale sabato 20 febbraio 2021,  e in vigore dal 21 febbraio 2021 il Ministro Speranza aggiorna la mappa dei colori.Al momento non ci sono regioni ma comuni in zona rossa (secondo provvedimenti territoriali) vediamo un elenco non esaustivoComuni rossiMolise: Termoli, Acquaviva Collecroce, Campomarino, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Palata, Petacciato, Portocannone, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna e Ururi, Bonefro, Lupara, Montelongo, Morrone del Sannio e ProvvidentiUmbria: provincia di Perugia e il comune di San Venanzo, in provincia di Terni, il comune di AmeliaAbruzzo: province di Pescara e quella di ChietiLazio: i comuni di Colleferro, Carpineto, in provincia di Roma, e Roccagorga, in provincia di LatinaLombardia: i comuni di Bollate, Castrezzato, Mede e Viggiù.Sardegna il comune di Bono, in provincia di SassariPiemonte: il comune di Re, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola.Bolzano: i comuni di Merano, Rifiano, San Pancrazio e Moso in Passiria sono state introdotte le regole delle zone rosse anche nei comuni di Malles, Lana, Caines, San Leonardo e San Martino in Passiria.Le regole dei comuni rossi sono le stesse che valevano a livello regionale ovvero divieto di uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute o necessità urgente scuole chiuse dalla seconda media in poiaperti solo alcuni esercizi commerciali L’obiettivo delle restrizioni è quello di limitare gli spostamenti il più possibile, e conseguentemente limitare la trasmissione del virus in attesa di un’estensione della campagna vaccinale oltre le fasce della popolazione più a rischio. Ogni regione, però, può attivare provvedimenti più restrittivi oppure più permissivi a seconda della situazione epidemiologica.Per quanto riguarda invece gli spostamenti in data 23 febbraio 2021 è stato pubblicato in GU n 45 il Decreto Legge n 15 a firma di Mario Draghi contenente la proroga del divieto di spostamenti tra regioni e province autonome valido fino al 27 marzo 2021.Lo stesso decreto reca novità per le zone gialla, arancione e rossa e viene definita la nuova zona bianca.Classificazione dei colori delle zone d’ItaliaAll’art. 1 del DL n 33/2020 si aggiunge il comma 16-septies con la denominazione delle zone in base all’entità dei contagi e in particolare:Zona bianca, le Regioni, di cui al   comma 16-sexies,  nei cui territori l’incidenza settimanale di contagi è  inferiore  a  50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane   consecutive  e  che  si collocano in uno scenario di tipo 1, con un livello di rischio basso;Zona arancione, le Regioni, di cui ai  commi 16-quater   e 16-quinquies, nei cui territori l’incidenza settimanale  dei   contagi è superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che  si   collocano  in uno scenario di tipo 2,  con   livello  di  rischio   almeno  moderato, nonché quelle che, in presenza di una analoga incidenza  settimanale dei contagi, si collocano in uno scenario di tipo 1  con  livello   di rischio altoZona rossa le Regioni di cui al comma16-quater, nei cui territori l’incidenza settimanale dei contagi e’ superiore a 50   casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo  3, con livello di rischio almeno moderato; Zona gialla le Regioni nei cui territori sono presenti parametri differenti da quelli indicati ai punti precedentiSpostamenti e aperture delle attività commerciali del prossimo DPCM in vigore dal 6 marzo al 6 aprileSiamo in attesa del prossimo DPCM a firma Draghi che secondo quanto riportato nella dichiarazione del Ministro Speranza pubblicata sul sito del Ministero della Salute prevederà nuove norme in vigore dal 6 marzo al 6 aprile relative anche ai comportamenti da tenere su spostamenti e aperture delle attività commerciali.Il Ministro ha dichiarato: “Dovremo verificare, passo dopo passo se le misure siano adeguate a fronteggiare la situazione che va delineandosi. La bussola, per me, nella scrittura del prossimo DPCM, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione, all’articolo 32.”Vedremo cosa deciderà di fare il GovernoQueste le regole valide nella zona rossa come indicato dal sito del Governo (aggiornato al 21 febbraio,si attendono ulteriori aggiornamenti con il prossimo DPCM la cui approvazione è prevista nel fine settimana):Gli spostamenti verso altre Regioni o Province autonome sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.Si legga Divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo. Ora si aspetta il DPCM DraghiDal 16 gennaio al 5 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti:- per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma);- è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Dal 16 gennaio 2021 è venuta meno l’esclusione delle cd. seconde case ubicate dentro e fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro (si veda la FAQ specifica).- tra le 5.00 e le 22.00, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. A chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. In quest’area è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze.Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:- dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;- dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25).La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.Si attende l’aggiornamento delle mappa dell’Italia e delle FAQ con le regole su spostamenti e riaperture che risulta datata al 21 febbraio e verosimilmente verrà messa a punto dopo l’approvazione del nuovo DPCMRicordiamo invece le varie ordinanze che si sono avvicendate nei mesi determinando cambiamenti di zone alle regioni:Ordinanza dell’11 dicembre e in vigore dal 13Ordinanza del 5 dicembre 2020 Con Ordinanza del 27 novembre 2020  Ordinanza Ministero della Salute del 13.11.2020Ordinanza del Ministro della Salute 10 novembre 2020Ordinanza del 4 novembre

Registri contabili: l’ultimo termine per la stampa cartacea è il 10 marzo 2021

L’art 7 comma 4 ter del DL n 357/1994 prevede che i registri contabili “tenuti” con sistemi meccanografici o elettronici devono essere stampati entro 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.Per la dichiarazione modello redditi 2020 (anno d’imposta 2019) il termine ultimo per procedere alla stampa cartacea è il 10 marzo 2021. Tale termine al 10 marzo 2021 dipende dal termine per la presentazione del modello REDDITI 2020 che cadeva il 10 dicembre 2020. La normativa emergenziale ha differito dal 30 novembre al 10 dicembre 2020 i termini per la presentazione in via telematica della dichiarazione in materia di imposte sui redditi e di IRAP pertanto i tre mesi entro cui procedere alla stampa cartacea scadono il 10 marzo 2021Tale proroga è stata disposta dall’art. 3 del decreto Ristori quater (ora art. 13-sexies D.L. 28.10.2020, n. 137, conv. con modificazioni dalla L. 18.12.2020, n. 176).L’art 7 comma 4 quater del DL n 357/94 (come modificato dall’art. 12 octies del DL 34/2019 convertito dalla L. 58 del 28/6/2019)  prevede invece una deroga al comma 4 ter dello stesso articolo ossia stabilisce che “in deroga a quanto previsto dal comma 4-ter, la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi elettronici su qualsiasi supporto e’, in ogni caso, considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge, se in sede di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza”.Ciò vuol dire che qualora non si sia proceduto alla stampa cartacea la tenuta dei registri con sistemi elettronici è considerata regolare se i registri risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e all’atto di verifiche e ispezioni si provveda a stampare in presenza degli organi preposti al controllo.Di fatto per essere proprio tranquilli sarebbe bene entro il 10 marzo provvedere almeno alla stampa digitale ovvero conservare il contenuto dei registri su file e poi all’occorrenza provvedere alla stampa cartacea.Il termine di 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione va computato secondo i criteri stabiliti dall’art. 2963 codice civile,  se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo. La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale. Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l’ultimo giorno dello stesso mese. Son interessati da queste norme i libri o i registri prescritti in caso di tenuta della contabilità ordinaria e semplificata tra cui:il libro giornale e degli inventari,i registri IVA, il libro cespiti, il libro mastro,i registri cronologici per le imprese in contabilità semplificata e i professionisti.Quanto fin qui illustrato si riferisce alla normativa fiscale in quanto le norme civilistiche non sono state modificate. Puo’ essere utile la lettura di questo articolo Stampa libro giornale: è ancora obbligatoria?

Crediti di imposta: accordo tra CNDCEC e infocamere per favorire SiBonus

Con informativa pubblicata in data 23 febbraio 2021 sul proprio sito internet il CNDCEC rende non che:InfoCamere e i Commercialisti hanno siglato un’intesa per favorire un più ampio coinvolgimento dei Commercialisti e Esperti Contabili alle procedure di:cessionee acquisizione dei crediti, da sismabonus e superbonus a supporto di imprese e cittadini.Leggi qui la Convenzione siglata per SiBonusIn particolare, anche grazie a questo accordo, diventarà pienamente operativa la piattaforma di Infocamere SiBonus raggiungibile all’indirizzo https://sibonus.infocamere.it/ dove porter:cedere il proprio credito di impostaoppure acquistarloCome dire, favorire l’incontro tra domanda e offerta, la piattaforma, luogo di scambio, funziona con una semplice procedura di seguito riepilogata:Annuncioinserisci l’annuncio del credito di imposta in tuo possesso indicando il suo valore e  il prezzo a cui intendi cederloAccordoil tuo annuncio apparirà nella lista dei crediti presenti nella piattaforma e a seconda dell’interesse che avrà riceverai le richieste di acquisto poi sarai tu a sceglie a chi vendereVenditadopo aver stipulato il contratto di cessione del credito al miglior offerente dovrai affettuare l’operazione di cessione nel tuo cassetto fiscale. Così l’offerente avrà a disposizione il credito nel proprio cassetto e tu riceverai l’importo pattuitoSiBonus consente:alle PMI e ai titolari di crediti fiscali di cederli per ricavare liquidità immediata e, ai soggetti interessati, di acquisire crediti certi da portare a compensazione o rimborso delle imposteattraverso una transazione sicura, semplice e affidabile.Dopo una prima fase di raccolta delle adesioni e successiva pubblicazione degli annunci di offerta da pochi giorni nel portale sono state messe a disposizione degli utenti anche le funzionalità di acquisto, prima attivate solo in fase sperimentale rendendo ora possibili gli scambi. Come riporta il comunicato del CNDCEC “obiettivo dell’iniziativa di InfoCamere, avviata per conto del Sistema camerale, è quello di favorire la circolazione di liquidità nel mercato per stimolare e supportare la ripresa delle attività economiche in un settore vitale e a forte incidenza occupazionale come quello delle costruzioni”Come affermato dal presidente Massimo Miani “Grazie alla collaborazione che avviamo con un partner importante come InfoCamere i commercialisti italiani si confermano attori importanti nella filiera di competenze ogni giorno impegnata per il migliore utilizzo possibile del Superbonus e del Sismabonus. Una centralità che ci deriva dalla vicinanza al tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Dal successo e dalle diffusione della piattaforma SiBonus possono evidentemente derivare grandi opportunità per la ripartenza di un settore storicamente strategico della nostra economi.”L’accordo siglato tra il CNDCEC e Infocamere prevede importanti vantaggi ossia  specifiche funzionalità dedicate ai commercialisti iscritti alla piattaforma, nel ruolo di professionisti delegati a supportare cedenti o cessionari. InfoCamere fornirà un supporto di help-desk a vantaggio dei professionisti iscritti, che potranno avvalersi di un servizio di consulenza dedicato per chiarimenti e assistenza sul funzionamento delle procedure. Il Consiglio nazionale, come riportato nella informativa, si impegna a favorire la diffusione della piattaforma e la sua evoluzione, anche ponendo in essere comunicazioni verso i professionisti sull’accordo e su eventuali attività formative promosse da InfoCamere.
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