News

Decreto fiscale 2020: votata la fiducia alla Camera. Ecco cosa cambia

Pioggia di emendamenti presentati sul Decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020. Come ogni anno, viene approvato un Decreto legge (quest’anno è il DL 124/2019) con le misure fiscali urgenti che si accompagnano alla manovra finanziaria. Il testo del DL in sede di conversione viene spesso stravolto dagli emendamenti, e anche questa manovra non ha fatto eccezione alla regola. Il testo è stato approvato ieri con fiducia alla Camera, così passerà al Senato per terminare l’iter parlamentare nei prossimi giorni Per quanto riguarda le principali modifiche, ecco cosa è stato introdotto: la possibilità di presentare il modello di dichiarazione dei redditi 730 anche ai contribuenti che hanno solamente redditi da lavoro autonomo occasionale. Previsto inoltre iol termine per la presentazione al 30 settembre con i conguagli nella prima retribuzione utile(Si veda l’articolo Decreto fiscale 2020: cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 730 modifiche alla fattura elettronica e all’imposta di bollo, prevedendo il versamento di quest’ultimo semestrale se di importo inferiore a 1.000 euro annui. (Leggi l’articolo Imposta di bollo fatture elettroniche 2020: modifiche nel Decreto fiscale Stretta sulla responsabilità per reati tributari da parte di imprese e società. Per approfondimenti si veda l’articolo Decreto Fiscale 2020: la responsabilità degli enti per reati tributari) la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso per tutti i tributi (Si rimanda all’articolo Ravvedimento operoso 2020: possibile per tutti i tributi) anticipo delle agevolazioni previste per gli impatriati che prevede l’esenzione dal reddito al 70%. Si veda l’articolo Impatriati: agevolazioni anticipate con il decreto fiscale) modifica la disciplina dei PIR (Piano di Risparmio a Lungo termine) eliminando il limite dell’unicità dell’investimento previsto per gli enti di previdenza obbligatoria e le forme di previdenza complementare introdotta dal 1° gennaio 2020 l’aliquota IVA al 5% per i prodotti igienico sanitari femminili (prodotti per la protezione dell’igiene femminile compostabili o lavabili e per le coppette mestruali). Si rimanda alla lettura dell’articolo Prodotti igienico sanitari: IVA al 5% nel collegato fiscale modifiche alla dichiarazione IVA precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate e alle scadenze previste per l’esterometro che diventa trimestrale. Si rimanda all’articolo Precompilata IVA e esterometro: cosa cambia nel decreto fiscale 2020 modificato e chiarito anche il Regime fiscale degli utili distribuiti a società semplici: modifiche dal 2020 previsto lo scontrino unico, cioè la possibilità per chi accetta i pagamenti con mezzi elettronici di non trasmettere i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate in quanto lo faranno le società di gestione delle carte di debito e di credito o bancomat. Per questi esercenti, l’obbligo della trasmissione dei corrispettivi rimarrà per tutti i pagamenti in contanti.

Prodotti igienico sanitari: IVA al 5% nel collegato fiscale

L’articolo 32-ter del decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 è stato introdotto in sede di conversione in legge e dispone l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 5 per cento per i prodotti per la protezione dell’igiene femminile compostabili o lavabili e per le coppette mestruali dal 1° gennaio 2020. La proposta era stata portata avanti da molte parlamentari donne, benchè le proteste non sono mancate in quanto rimangono esclusi molti prodotti per l’igiene femminile. Si premette che il testo non è ancora stato approvato defintivamente, in quanto la fiducia alla Camera è stata confermata ieri poi il testo passerà all’altro ramo del parlamento per essere convertito in legge nelle prossime settimane. In particolare, l’articolo32-ter in commento, inserisce il punto 1-quinquies) nella Tabella A, parte II-bis del Decreto IVA (DPR 633/72) che reca l’elenco dei beni e servizi soggetti ad aliquota IVA ridotta al 5% al fine di applicare la misura agevolate d’imposta ai prodotti per la protezione dell’igiene femminile compostabili secondo lo standard UNI 13432:2002 o lavabili e alle coppette mestruali. Il comma 2 fissa la decorrenza dell’IVA ridotta al 1° gennaio 2020. Si ricorda che in Italia, le aliquote IVA sono disciplinate dall’articolo 16 del D.P.R. 633/72, recante l’istituzione e la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto. Nel dettaglio: l’aliquota normale è stabilita nella misura del 22 per cento; l’aliquota ridotta del 10 per cento (che può essere modificata in aumento o in diminuzione per tutti i beni interessati) si applica per una serie di beni e servizi elencati nella parte III della Tabella A del D.P.R. n. 633 del 1972 l’aliquota ridotta del 5 per cento (introdotta dalla legge n. 208 del 2015) si applica per i beni e servizi elencati nella parte II-bis della Tabella A del D.P.R. n. 633 del 1972 (prestazioni socio-sanitarie ed educative rese da cooperative sociali e loro consorzi; basilico, rosmarino e salvia, freschi, origano a rametti o sgranato, destinati all’alimentazione; prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante mezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare, tartufi freschi o refrigerati) l’aliquota “super-ridotta” del 4 per cento (che non può essere modificata in quanto oggetto di deroga specifica al momento della emanazione della prima direttiva IVA) per le operazioni aventi per oggetto i beni e i servizi elencati nella parte II della Tabella A allegata al citato D.P.R. n. 633. Si segnala che la legge di stabilità 2015 ha esteso l’IVA ridotta al 4 per cento alle pubblicazioni commercializzate tramite mezzi di comunicazione elettronica (e-book).

Regime fiscale degli utili distribuiti a società semplici: modifiche dal 2020

Il decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 è in corso di approvazione in questi giorni, proprio ieri il testo è stato approvato con la mozione di fiducia alla Camera per poi passare al Senato e terminare l’iter parlamentare i prossimi giorni. Uno degli articoli introdotti in sede di conversione, l’articolo 32-quater chiarisce il regime fiscali dei dividendi corrisposti alle società semplici, introducendo il principio di tassazione per trasparenza in capo ai soci. Di conseguenza il regime fiscale applicabile a tali dividendi segue la natura giuridica dei soci stessi, variando a seconda che si tratti di persone fisiche, titolari di reddito d’impresa soggetti IRES. Si ricorda che le società semplici soggiacciono a specifiche regole sulla tassazione del proprio reddito: i redditi delle società semplici residenti nel territorio dello Stato sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili. Le regole di determinazione del reddito per le società semplici, che non possono esercitare attività di tipo commerciale, sono analoghe a quelle delle persone fisiche. La legge di bilancio 2018 ha apportato modifiche al regime impositivo dei redditi di natura finanziaria conseguiti da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio d’impresa, derivanti dal possesso e dalla cessione di partecipazioni qualificate allineando il regime fiscale applicabile ai redditi da partecipazioni qualificate  a quello previsto per le partecipazioni non qualificate, con l’applicazione della ritenuta a titolo di imposta o dell’imposta sostitutiva al 26 per cento. L’articolo 32-quater in commento chiarisce il regime dei dividendi percepiti dalle società semplici, che si intendono percepiti per trasparenza dai rispettivi soci e, cioè, in capo ai soci stessi. Si prevede dunque un trattamento fiscale differenziato degli utili che sono distribuiti alle società semplici – in qualsiasi forma e sotto qualsiasi denominazione – anche per somme o beni ricevuti dai soci in caso di recesso, di esclusione, di riscatto e di riduzione del capitale esuberante o di liquidazione anche concorsuale – dalle società ed agli enti IRES residenti in Italia, secondo la provenienza. Di conseguenza: con riferimento alla quota di dividendi che è imputabile ai soggetti IRES, tenuti all’applicazione dell’art. 89 del TUIR (che disciplina il trattamento fiscale dei dividendi per tali soggetti), i dividendi corrisposti alla società semplice sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo per il 95 per cento del loro ammontare; per la quota imputabile a soggetti titolari di reddito d’impresa, tenuti all’applicazione dell’articolo 59 TUIR (che disciplina il trattamento degli utili con riferimento al reddito d’impresa), i dividendi corrisposti alle società semplici sono esclusi dalla formazione del reddito complessivo, nella misura del 41,86 per cento del loro ammontare, nell’esercizio in cui sono percepiti; per la quota imputabile alle persone fisiche residenti in relazione a partecipazioni, qualificate e non qualificate, non relative all’impresa (ai sensi dell’articolo 65 del TUIR) i dividendi sono soggetti a tassazione con applicazione di una ritenuta d’imposta, nella misura del 26 per cento. In sostanza si applica a modalità di tassazione che sarebbe operativa secondo la natura del soggetto colpito, anche ove non vi fosse il tramite della società. Per approfondimenti si rimanda alla lettura dell’articolo I dividendi e le plusvalenze nella società semplice.  

Precompilata IVA e esterometro: cosa cambia nel decreto fiscale 2020

Sono molte le novità contenute nel decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 (DL 124/2019) in corso di conversione in Legge proprio in questi giorni. La Camera ha votato ieri la fiducia per trasmettere il testo approvato al Senato e terminare così l’iter parlamentare. Uno degli articoli che è stato modificato è l’articolo 16 che riguarda i futuri documenti IVA precompilati dall’Agenzia delle Entrate e l’esterometro. In particolare, l’articolo in commento sposta alla data del 1° luglio 2020 l’avvio della predisposizione da parte dell’Agenzia delle entrate, per i soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, delle bozze precompilate dei registri IVA nonché delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche. La bozza della dichiarazione annuale dell’IVA è invece messa a disposizione a partire dalle operazioni IVA 2021. Quindi, a partire dalle operazioni IVA effettuate dal 1° luglio 2020, in via sperimentale, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, in apposita area riservata del sito internet dell’Agenzia stessa, le bozze dei seguenti documenti: registri delle fatture e degli acquisti (articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633); comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA. Inoltre a partire dalle operazioni IVA 2021 (e non più dalle operazioni IVA 2020 come inizialmente previsto) l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia, nell’area riservata del proprio sito internet, la bozza della dichiarazione annuale IVA. Ovviamente, come già avviene per le dichiarazioni dei redditi precompialte, il contribuente può apportare modifiche alla bozza dal momento che l’Agenzia è in possesso del dato numerico ma non possiede tutte quelle ulteriori informazioni connesse al profilo soggettivo e, quindi, alla percentuale di detraibilità di alcune spese nota solo all’interessato. L’articolo 16 inoltre, dispone che la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dell’esterometro (dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato) è effettuata trimestralmente entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento. La norma pertanto modifica i termini di trasmissione dei dati delle fatture transfrontaliere portandoli da mensili a trimestrali. Si ricorda infatti che a normativa vigente la trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

Codice della Crisi : la riservatezza nella fase di allerta e segnalazioni

Il Legislatore della Riforma delle procedure concorsuali (D.lgs. 14/2019) ha introdotto una procedura di allerta con obblighi di segnalazioni degli indizi di crisi dell’impresa a carico di determinati soggetti tra cui l’imprenditore stesso. Vi è poi un organismo istituito presso le camere di commercio (OCRI) destinato a ricevere tali segnalazioni e valutare la gravità della situazione della società e decidere se dare avvio alla procedura di composizione della crisi e instaurare con i creditori dell’impresa una trattativa per superare le difficoltà. Risulta pertanto fondamentale che la prima fase di valutazione degli indizi di crisi rimanga riservata tra gli organi interni all’impresa, l’OCRI e gli eventuali creditori pubblici qualificati che hanno effettuato la segnalazione (Agenzia delle Entrate, Agente della Riscossione, Inps). Tale esigenza è volta a tutelare la reputazione dell’impresa e a garantire la continuazione della sua attività in una fase in cui non è ancora accertata la gravità della crisi e dunque è ancora possibile risollevare l’impresa adottando celermente le misure più idonee. Leggi l’articolo completo allerta e segnalazioni: celerità e riservatezza Per comprendere l’importanza di mantenere riservata la fase di allerta basti pensare alle ricadute pregiudizievoli che le segnalazioni dello stato di crisi possono portare all’impresa anche in termini di difficoltà di accesso a nuovi finanziamenti presso le banche. Ciò vale ancor più se lo stato di difficoltà finanziaria è soltanto apparente. Basti pensare alle imprese che, a fronte dell’indebitamento verso determinati soggetti, vantano tuttavia crediti nei confronti delle PA (le quali, molto spesso, impiegano tempi lunghi per liquidare i pagamenti). Il legislatore, per evitare segnalazioni dello stato di crisi “fittizie” ha quindi previsto dei meccanismi di esonero dall’obbligo di segnalazione laddove l’impresa vanti un ammontare di crediti nei confronti della PA da porre in compensazione per estinguere i debiti. A tal fine risulta essenziale che i crediti verso la PA siano certificati e quindi risultino dall’apposita piattaforma telematica predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’articolo completo lo puoi leggere su www.crisieinsolvenza.it

Riforma del processo civile 2020: i punti chiave del nuovo disegno di legge

Ieri sera, giovedì 5 Dicembre 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla riforma del processo civile. Il d.d.l. proposto dal Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, reca delega al governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. L’obiettivo del provvedimento, tramite l’adozione da parte del Governo di prossimi decreti legislativi, è quello di intervenire in materia di processo civile in termini di maggiore speditezza, semplificazione e razionalizzazione del rito. Tali esigenze risultano ancorpiù fondamentali per accrescere e rendere più competitivo il Paese sul mercato internazionale. In particolare, come indicato nel comunicato del Consiglio dei Ministri, il contenuto del d.d.l. riguarda i seguenti punti chiave: rendere il processo più celere: riducendo i termini per svolgere le diverse fasi, incidendo sullo svolgimento dell’attività del giudice e delle parti anche tramite l’utilizzo degli strumenti telematici; incentivare l’utilizzo degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie per determinate materie (la mediazione è resa obbligatoria nelle controversie derivanti da contratti di mandato e rapporti di mediazione). Allo stesso tempo escluderne l’obbligo in altri ambiti ove tali strumenti si sono rivelati poco efficaci, quali la responsabilità sanitaria, i contratti finanziari, bancari e assicurativi(come disposto dall’art. 2 del d.d.l.); semplificare e accelerare la disciplina del processo di cognizione di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica. In particolare è prevista la sostituzione del procedimento ordinario di cognizione con un rito semplificato(cfr. art.3 d.d.l.); ridurre i casi in cui il tribunale giudica in composizione collegiale e prevedere, anche per il procedimento collegiale, l’utilizzo del ricorso come atto introduttivo (cfr. art. 4 d.d.l.); assimilare il processo davanti al giudice di pace al modello previsto dinanzi al tribunale in composizione monocratica, eliminando il tentativo obbligatorio di conciliazione(cfr. art 5 d.d.l.); prevedere disposizioni per ridurre i tempi e i costi della procedura di espropriazione immobiliare quali l’autorizzazione del giudice nei confronti del debitore a vendere direttamente il bene pignorato senza tuttavia pregiudicare le garanzie dei creditori (art. 8 ddl); introdurre uno speciale procedimento di mediazione in materia di scioglimento delle comunioni. In caso di esito negativo dello stesso, il mediatore (scelto tra avvocati e notai iscritti ad un apposito elenco) deve redigere una relazione finale da utilizzare nel successivo procedimento contenzioso (cfr. art.10 d.d.l.). Comminare specifiche sanzioni nei casi di responsabilità aggravata delle parti e dei terzi, riconoscendo quale soggetto danneggiato l’amministrazione della Giustizia, valorizzando il dovere di leale collaborazione. Queste sono alcune delle novità introdotte dal disegno di legge, nell’ottica di semplificare il rito e garantire il principio della ragionevole durata del processo, pur mantenendo il rispetto delle garanzie del contraddittorio tra le parti.
Copyright © 2019 Studio Maiese - P.IVA 00296961204 - Crediti

Per continuare la navigazione nel sito, devi accettare la nostra informativa sui cookies maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close