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Sequestro e ipoteche per imprese e professionisti:chiariti i requisiti dalla GDF

Quali sono i requisiti perché sia disposta la richiesta di ipoteca e/o sequestro per professionisti e imprese? E’ stata questa una delle domande poste alla Guardia di Finanza nel corso di Telefisco 2019, l’incontro annuale tra l’amministrazione e la stampa specializzata. Infatti, in generale la richiesta di iscrizione di sequestro e ipoteca può essere avanzata anche dalla Guardia di Finanza ma non è chiaro quali sono i requisti affinche siano disposte.  Nel rispondere, la GdF ha ricordato come l’articolo 22 del D. Lgs 472/97 preveda come presupposti per l’adozione di misure cautelari amministrativi: il fumus boni iuris: cioè l’attendibilità e la sostenibilità della pretesa tributaria risultante da atto notorio; il periculum in mora: cioè il timore di perdere la garanzia del credito (risultante da dati oggettivi come il patrimonio del debitore, sia da dati soggettivi come il presumibile intento dello stesso di rendersi insolvente). Per quanto riguarda i parametri di natura oggettiva per professionisti e imprese si rimanda a quanto disposto dalla circolare 1/2018 della Guardia di Finanza, e riepilogati di seguito: PARAMETRI OGGETTIVI Imprese in contabilità ordinaria possesso di due requisiti come risultanti dall’ultimo bilancio approvato: a) indice di solvibilità inferiore a 1 (rapporto tra attivo circolante ed immobilizzato e il totale delle passività) b) indice di indebitamento maggiore di 2 ( rapporto tra passività e patrimonio netto) Imprese in contabilità semplificata e professionisti Generale valutazione di adeguatezza degli asset rispetto alla pretesa erariale. La risposta completa fornita a Telefisco 2019 è stata pubblicata sul Sole24ore del 1.2.2019 , a pagina 20 con il numero 1.

Soggetti autorizzati alla diffusione degli stampati fiscali: dati entro il 28.02

Come ogni anno i soggetti autorizzati alla diffusione degli stampati fiscali (rivenditori e tipografie autorizzate) devono comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro il mese di febbraio, i dati riguardanti le riforniture degli stampati fiscali effettuate nell’anno precedente. L’invio va effettuato in via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato e i dati da trasmettere per ciascuna fornitura sono: i dati identificativi della tipografia o del rivenditore (codice fiscale, partita IVA, denominazione, o in caso di impresa individuale, cognome, nome e ditta); i dati identificativi del rivenditore o dell’acquirente utilizzatore (codice fiscale, partita IVA, denominazione, o in caso di impresa individuale, cognome, nome e ditta); gli estremi dell’autorizzazione rilasciata dall’Amministrazione finanziaria; il numero di stampati forniti, con l’indicazione della serie e dei relativi numeri iniziale e finale; il codice identificativo delle diverse tipologie di stampati oggetto della fornitura; la data della fornitura. Con riferimento ai dati delle forniture effettuate nel 2018 il termine per la trasmissione telematica è fissato per giovedì 28.02.2019.

Sisma bonus solo con asseverazione: a dirlo le Entrate

La non contestuale/tardiva allegazione del progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico contenente l’asseverazione non consente l’ottenimento dei benefici fiscali cd. sisma bonus. E’ questo in breve quando ribadito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta 64 del 18 febbraio 2019 qui allegata. Fermo restando che la qualificazione delle opere edilizie spetta, in ultima analisi, al Comune o ad altro ente territoriale, in qualità di organo competente in tema di classificazioni urbanistiche, ai fini delle agevolazioni cd. sisma bonus è necessario che dal titolo amministrativo di autorizzazione dei lavori risulti che l’opera consiste in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione. In generale, con il citato decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 28 febbraio 2017, n. 58, come modificato dal successivo D.M. del 7 marzo 2017, n. 65, sono state definite le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, le modalità di attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi realizzati. L’osservanza delle prescrizioni in esso contenute è, pertanto, funzionale alla fruizione delle maggiori detrazioni correlate agli interventi contemplati dalla citata disposizione. In particolare, l’articolo 3,del D.M. 28 febbraio 2017, n. 58, prevede che: il progettista dell’intervento strutturale asseveri secondo i contenuti delle allegate linee guida, la classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato”. il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico, contenente l’asseverazione di cui sopra è allegato alla segnalazione certificata di inizio attività da presentare allo sportello unico competente. il direttore dei lavori e il collaudatore statico, ove nominato per legge, all’atto dell’ultimazione dei lavori strutturali e del collaudo, attestano, per quanto di rispettiva competenza, la conformità degli interventi eseguiti al progetto depositato, come asseverato dal progettista. l’asseverazione e le attestazioni di cui sopra sono depositate presso il suddetto sportello unico e consegnate in copia al committente, per l’ottenimento dei benefici fiscali di cui all’articolo 16, comma 1-quater, del citato decreto-legge n. 63 del 2013. Pertanto la non contestuale/tardiva allegazione del progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico contenente l’asseverazione non consente l’ottenimento dei benefici fiscali di cui all’art. 16, comma 1-quater, come stabilito dal comma 5 dell’art. 3 del citato D.M. 28 febbraio 2017, n. 58.  

730/2019: credito d’imposta per canoni di locazione non percepiti

Nelle dichiarazione dei redditi 730/2019 riferita al periodo d’imposta 2018 è possibile usufruire del credito d’imposta per canoni di locazione non percepiti. Infatti l’art. 26 del Tuir( Testo Unico delle Imposte sui Redditi – D-P-R 917/86) dispone che per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti, come da  accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità, è riconosciuto un credito d’imposta di pari ammontare. In generale, per determinare il credito d’imposta spettante è necessario calcolare le imposte pagate in più relativamente ai canoni non percepiti riliquidando la dichiarazione dei redditi di ciascuno degli anni per i quali, in base all’accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore, sono state pagate maggiori imposte per effetto di canoni di locazione non riscossi. Nell’effettuare le operazioni di riliquidazione si deve tener conto della rendita catastale degli immobili di eventuali rettifiche ed accertamenti operati dagli uffici. Ai fini del calcolo del credito d’imposta spettante non rileva, invece, quanto pagato ai fini del contributo al servizio sanitario nazionale. Attenzione però: l’eventuale successiva riscossione totale o parziale dei canoni per i quali si è usufruito del credito d’imposta come sopra determinato, comporterà l’obbligo di dichiarare tra i redditi soggetti a tassazione separata (salvo opzione per la tassazione ordinaria) il maggior reddito imponibile rideterminato, anche nell’ipotesi di contratto di locazione per il quale il contribuente abbia deciso di avvalersi dell’opzione per la “cedolare secca”. Il credito d’imposta in questione può essere indicato nella prima dichiarazione dei redditi utile successiva alla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto e comunque non oltre il termine ordinario di prescrizione decennale. In ogni caso, qualora il contribuente non intenda avvalersi del credito d’imposta nell’ambito della dichiarazione dei redditi, ha la facoltà di presentare agli uffici finanziari competenti, entro i termini di prescrizione sopra indicati, apposita istanza di rimborso. Come indicato nelle istruzioni del modello 730/2019, riferito all’anno di imposta 2018, per quanto riguarda i periodi d’imposta utili cui fare riferimento per la rideterminazione delle imposte e del conseguente credito, vale il termine di prescrizione ordinaria di dieci anni e, pertanto, si può effettuare il calcolo con riferimento alle dichiarazioni presentate negli anni precedenti, ma non oltre quelle relative ai redditi 2008, sempreché per ciascuna delle annualità risulti accertata la morosità del conduttore nell’ambito del procedimento di convalida dello sfratto conclusosi nel 2018.  

Misure cautelari sospese nel caso di definizione agevolata delle liti

Se si perfeziona la definizione agevolata con il pagamento della prima rata, diventano inefficaci le precedenti misure esecutive e cautelari. A dare questo importante chiarimento è stata la stessa Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2019, l’incontro annuale tra l’amministrazione e la stampa specializzata, in cui il tema della definizione agevolata è stato uno dei più affrontati.  Com’è noto, il decreto fiscale 119/2018 collegato alla Legge di bilancio 2019 ha disciplinato la cd. “pace fiscale”e tra le varie possibilità di sanare la propria posizione con il fisco è compresa la definizione agevolata delle liti pendenti. Tale procedura si perfeziona con il versamento dell’intera somma in un’unica soluzione o con il pagamento della prima rata e la presentazione della relativa dichiarazione/domanda. Ma nel caso di adesione alla definzione agevolata, la misura cautelare viene meno con il perfezionamento (adesione e versamento prima rata)? Nella risposta a questa domanda fornita dall’Agenzia delle Entrate, e riportata sul Sole24ore del 1.2.2019 a pag.17, è stato sottolineato come il perfezionamento della definizione estingue le pretese tributarie inerenti le violazioni accertato o constatate e come riflesso processuale: estingue anche il giudizio rende inefficaci precedenti misure cautelari ed esecutive. Attenzione però a due aspetti. In primo luogo gli effetti della definizione riguardando solo le violazioni oggetto della definizione stessa, pertanto qualora le misure cautelari o esecutive siano riferite a violazioni non definite o non definibili, rimangono. Inoltre, nel caso in cui non vengano versate le rate successiva alla prima, l’inadempimento causa il mancato perfezionamento della definizione agevolata ed il relativo recupero coattivo delle somme dovute.  
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