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Agevolazione IRAP: chiarimenti per le società con esercizio a cavallo d’anno

L’agenzia delle entrate con Risposta a interpello n 425 del 22 giugno fornisce chiarimenti in merito alla agevolazione IRAP prevista dal decreto Rilancio.In praticolare, nel caso prospettato, di una società avente il primo esercizio non coincidente con l’anno solare il «periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019» è il primo esercizio sociale, che va dal 1° Ottobre 2019 al 31 dicembre 2020, sicché è condivisibile la soluzione proposta dall’istante di non essere tenuto ad effettuare i versamenti in scadenza a giugno 2021 ossia:il versamento del saldo relativo al periodo d’imposta 1° Ottobre 2019 – 31 dicembre 2020 (per il quale non sono, altresì, dovuti gli acconti), e del primo acconto relativo al periodo d’imposta 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2021L’agenzia specifica inoltre che l’esenzione in oggetto dal versamento IRAP è qualificabile come aiuto di Stato e, quindi, come chiarito con la con la Circolare 20 agosto 2020, n. 25, paragrafo 1.1.4, va compilato il relativo prospetto del modello dichiarativo (rigo IS201) con l’indicazione del codice aiuto generico 999. L’istante è una società costituita in data 1° ottobre 2019 che riferisce di aver stabilito nel proprio atto costitutivo che il primo esercizio sociale sarebbe durato 15 mesi, dal 1° ottobre 2019 al 31 dicembre 2020, mentre i successivi avranno la durata ordinaria di 12 mesi e termineranno il 31 dicembre di ogni anno. Per poter beneficiare della misura di sostegno introdotta dall’articolo 24 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, che ha disposto, per i contribuenti indicati e alle condizinoi prescritte dalla norma, la sospensione:del versamento del saldo IRAP, relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, e della prima rata dell’acconto IRAP, relativo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019l’istante chiede come vada individuato nel suo caso specifico (esercizio di 15 mesi) il “periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019″  Leggi anche Stralcio primo acconto IRAP 2020: come compilare il Modello IRAP 2021L’agenzia nel ricordare l’agevolazione specifica che vista la ratio della misura volta a sostenere le imprese e i professionisti colpiti dalla crisi causata dall’emergenza epidemiologica, la disposizione in commento si applica, come nel caso di specie, anche alle attività avviate nel 2019 ed ancora in corso alla data di entrata in vigore del decreto, che certamente non possono aver conseguito ricavi o compensi superiori alla soglia di 250 milioni di euro «nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge». Si specifica che i chiarimenti occorrenti al caso di specie sono stati forniti con la risoluzione n. 28/E del 2020, richiamata dall’istante, la quale con specifico riferimento ai soggetti che esercitano la propria attività in periodi d’imposta non coincidenti con l’anno solare ha chiarito che «l’articolo 24 del d.l. n. 34 del 2020, fatte salve eventuali modifiche in sede di conversione, esplica i propri effetti anche in riferimento a tutti i soggetti per i quali il periodo d’imposta non coincide con l’anno solare (esercizi c.d. ‘a cavallo’)… in generale:- per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il versamento sub a) deve avvenire entro il 30 giugno e quello sub b) entro il medesimo termine (I^ rata dell’acconto) ovvero entro il 30 novembre (II^ rata dell’acconto). In altri termini, questi soggetti non sono tenuti ad effettuare i versamenti di giugno 2020; – per i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, invece, i versamenti devono avvenire entro l”ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta’ (saldo periodo precedente e I^ rata dell’acconto) e l”ultimo giorno dell’undicesimo mese dello stesso periodo d’imposta’ (II^ rata dell’acconto). Risulta, quindi, determinante individuare il ‘periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019’». Come detto nel caso della società istante il «periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019» è il primo esercizio sociale, che va dal 1° Ottobre 2019 al 31 dicembre 2020, perciò è condivisibile la soluzione proposta dall’istante.

Lotteria scontrini: oggi 24 giugno un’altra estrazione settimanale

Oggi giovedì 24 giugno si terrà la terza estrazione settimanale della Lotteria degli scontrini il concorso a premi che premia gli acquisti di beni e servizi di almeno 1 euro pagati con strumenti elettronici, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi.L’estrazione riguarderà:gli acquisti effettuati da lunedì 14 giugno  2021 alla domenica 20 giugno 2021 entro le ore 23:59 i cui scontrini siano stati correttamente registrati, inoltrati all’Amministrazione finanziariae memorizzati nel sistema lotteria. Si ricorda che per le estrazioni si prende a riferimento il giorno in cui lo scontrino viene elaborato con successo dal sistema lotteria (e non la data di emissione dello stesso).L’agenzia delle dogane ha attivato un portale riservato a quanti scelgano di partecipare alla lotteria: www.lotteriadegliscontrini.gov.it.con una sezione FAQ e moduli informativi che spiegano tutti i meccanismi di funzionamento del concorsoSi specifica che nella sezione “Partecipa ora” attiva nell’area pubblica del portale, è possibile generare il codice lotteria (codice alfanumerico e codice a barre, abbinato al codice fiscale) che consente di partecipare se esibito all’esercente al momento dell’acquisto.Gli esercenti possono verificare cosa fare per far partecipare i proprio clienti e partecipare loro stessi consultanto la pagina preposta dell’Agenzia Entrate e la guida apposito predisposta e aggiornata al mese di giugno 2021SCARICA QUI LA GUIDA PER ESERCENTIAttenzione va prestata al fatto che giovedì 8 luglio si terranno le prossime estrazioni mensili che premieranno gli acquisti effettuati nel mese di giugno i cui scontrini siano stati nello stesso mese correttamente registrati, inoltrati all’Amministrazione finanziaria e memorizzati nel sistema lotteria.SCARICA QUI L’ELENCO DELLE ESTRAZIONI DEL 2021Gli scontrini emessi  a giugno ma inoltrati dopo la fine del mese, se validi ai fini della lotteria potranno partecipare alle prime estrazioni settimanali effettuate dopo l’inoltro come specificato per le estrazioni si prende a riferimento il giorno in cui lo scontrino viene elaborato con successo dal sistema lotteria.Ricordiamo che con Determinazione interdirettoriale n 168441 delle Dogane e delle Entrate del 28 maggio sono stati previsti nell’anno 2021 ulteriori premi, oltre quelli già stabiliti dall’articolo 9 della determinazione interdirettoriale del Direttore Generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del 5 marzo 2020, n. 80217/RU (come modificata dalla successiva determinazione del 29 gennaio 2021 n. 32051)Con il provvedimento in questione si stabilische che l’ammontare complessivo degli ulteriori premi è pari a 11.100.000 euro, da assegnare durante le previste estrazioni settimanali di cui all’Allegato 1 (disponibile alla pagina 14 del provvedimento n 80217)Sono stabiliti n. 25 premi settimanali aggiuntivi:pari a 10.000 euro cadauno per gli acquirenti e n. 25 premi settimanali aggiuntivi pari a 2.000 euro cadauno per gli esercenti.Per ciascuna delle estrazioni settimanali del 12 agosto 2021  e del 30 dicembre 2021 (oltre a quanto già previsto) è prevista l’assegnazione di:n. 5 Maxi Premi di 150.000 euro cadauno per gli acquirenti e n. 5 Maxi Premi di 30.000 euro cadauno per gli esercenti. I premi devono essere reclamati entro il previsto termine decadenziale di 90 giorni dalla ricezione della comunicazione di vincita, quelli settimanali aggiuntivi e i Maxi Premi non reclamati nel termine previsto, unitamente ai premi eventualmente non attribuiti, sono versati all’Erario. Ricordiamo che la lotteria degli scontrini è partita ufficialmente dal 1° febbraio, consentendo alle persone fisiche che effettuano acquisti di beni e servizi di almeno 1 euro pagati con strumenti elettronici, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi, di ottenere biglietti virtuali validi per partecipare alla prima estrazione della lotteria.Da giovedì 10 giugno 2021 sono state effettuate anche le prime estrazioni settimanali del 2021 fra tutti i corrispettivi trasmessi e registrati dal sistema lotteria Si specifica che a partire da quella data, ogni giovedì verranno effettuate le estrazioni settimanali, per tutti gli scontrini trasmessi e registrati dal sistema lotteria dal lunedì alla domenica, fino alle ore 23:59, della settimana precedente. 

Legge antispreco: il trattamento IVA delle cessioni gratuite dei beni

L’agenzia delle Entrate con Consulenza Giuridica n 8 del 22 giugno 2021 risponde in merito alla legge antispreco, in particolare in merito alle disposizioni vigenti in materia di cessione gratuita dei beni merce, recate dall’articolo 16 della legge 19 agosto 2016, n. 166 cosiddetta “Legge antispreco” .Una associazione istante ha domandato:1) come vada interpretata la locuzione, utilizzata con riferimento a numerose categorie di prodotti, “non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità all’utilizzo o per altri motivi similari”; 2) se tale disposizione, rendendo inoperante la presunzione di cessione di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441 e quindi escludendo dall’ambito di applicazione dell’IVA le predette cessioni gratuite, consenta di mantenere il diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti dei prodotti oggetto delle stesse.L’agenzia replica che In virtù sia del tenore letterale della norma sia di un’interpretazione sistematica della normativa e della prassi in materia:ai fini dell’applicazione dell’articolo 16 della Legge n. 166, il requisito individuato per le categorie di beni di cui alle lettere d), d-bis) e d-ter), ossia la presenza di imperfezioni, alterazioni, danni o vizi dei prodotti tali da non modificarne l’idoneità all’utilizzo o altri motivi similari, non si riferisca alla locuzione «non più commercializzati», ma solo all’espressione « non idonei alla commercializzazione»,per quanto concerne gli «altri motivi similari» ammessi al beneficio, l’agenzia ritiene che questi debbano riguardare circostanze oggettive, legate alle caratteristiche del prodotto, e quindi riscontrabili. Trattandosi di una disciplina agevolativa che deroga agli ordinari principi di applicazione dell’IVA, non sia possibile effettuarne un’interpretazione estensiva.Possono, pertanto, considerarsi ricompresi nell’ambito applicativo dell’articolo 16, comma 1, lettere d), d-bis) e d-ter) i beni ivi indicati, a condizione che : siano ceduti gratuitamente ai soggetti indicati all’articolo 2, comma 1, lettera b); siano ancora astrattamente idonei all’utilizzo; non siano più commercializzati, ossia non siano più presenti nei canali distributivi, avendo esaurito il loro ciclo di vita commerciale ed avendo subito una rilevante riduzione di valore economico, tale da non renderne comunque più conveniente la vendita (ad esempio, beni rimasti pressoché privi di valore commerciale e ritirati dal circuito di vendita in quanto obsoleti, per tecnologia o per design) o comunque non più rispondenti alle esigenze di mercato; oppure non siano più idonei alla commercializzazione a causa di imperfezioni, alterazioni, danni o vizi del prodotto o del suo imballaggio o di altri motivi simili, legati alle caratteristiche intrinseche del bene stesso, che ne alterano in modo rilevante il valore economico. In ogni caso, si tratta quindi di beni che, se non fossero oggetto di donazione, sarebbero destinati ad essere distrutti o a costituire un rifiuto o scarto. Infine, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione in commento, è necessario che vengano effettuati gli adempimenti procedurali previsti dal comma 3 del medesimo articolo. Per quanto riguarda il secondo quesito posto dalla associazone istante, inerente il diritto alla detrazione dell’IVA assolta dall’impresa donante per l’acquisto o la produzione dei beni ceduti, l’articolo 16, comma 1, della Legge n. 166 specificando che non opera la presunzione di cessione recata dall’articolo 1 del d.P.R. n. 441, equipara la cessione gratuita dei beni in questione alla loro distruzione. In tali casi, dunque, la cessione gratuita dei beni sopra indicati non è soggetta a IVA. Ne consegue che il donante conserva il diritto alla detrazione dell’imposta assolta all’atto dell’acquisto o dell’importazione delle merci o delle materie prime per i quali è stata cambiata la destinazione. Tale effetto si produce, ovviamente, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti specificatamente previsti dall’articolo 16 della Legge n. 166. 

Rivalutazione terreni: la compilazione del Quadro RM, righi da RM 20 a RM 22

Nel Quadro RM intitolato Redditi soggetti a tassazione separata e ad imposta sostitutiva. Rivalutazione dei terreni, nella sezione X vanno indicate le rivalutazioni dei terreni ai sensi dell’art 2 del DL 282/2002 e successive modificazioniRicordiamo che l’art. 137 del decreto legge del 19 maggio 2020, n. 34, ha disposto la proroga della rideterminazione del costo d’acquisto dei terreni pertanto le disposizioni degli articoli 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni, si applicano anche per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° luglio 2020. Compilazione del Quadro RM, righi da RM 20 a RM 22 Nei righi da RM20 a RM22 del quadro RM del Modello Redditi Persone fisiche 2021 devono essere indicate, per il periodo d’imposta 2020, le operazioni relative alla rideterminazione del valore:dei terreni edificabili,dei terreni agricoli e dei terreni oggetto di lottizzazione,per i quali il valore di acquisto è stato rideterminato sulla base di una perizia giurata di stima ed è stato effettuato il relativo versamento dell’imposta sostitutiva nella misura del 11% su tale importo. Ricordiamo che possono essere oggetto di rivalutazione i terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2020 per i quali l’imposta sostitutiva è stata versata entro il 30 giugno 2020 e quelli posseduti dal 1 luglio 2020 per i quali l’imposta è stata versata dal 15 novembre 2020.Per approfondimento sulla rivalutazone dei terreni leggi anche Le Rivalutazioni 2020 e 2021 in vista della scadenza del 30 giugnoIl versamento dell’imposta sostitutiva deve essere effettuato entro i termini suddetti:in un’unica soluzione oppure può essere rateizzato fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla medesima data.Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo da versare contestualmente a ciascuna rata. Attenzione va prestata al fatto che i soggetti che si avvalgono della rideterminazione dei terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2020 possono scomputare dall’imposta sostitutiva dovuta l’imposta eventualmente già versata in occasione di precedenti procedure di rideterminazione effettuate con riferimento ai medesimi terreni, sempreché non abbiano già presentato istanza di rimborso. In caso di versamento rateale la rata deve essere determinata scomputando dall’imposta dovuta quanto già versato e dividendo il risultato per il numero delle rate.Ipotizziamo che una persona fisica è proprietaria al 1° gennaio 2020 di un terreno edificabile:valore di acquisto 200.000 eurovalore di perizia 400.000 imposta sostitutiva dell’11% 44.000 euro (da indicare nel rigo RM 20 colonna 2)imposta sostitutiva versata su precedente rivalutazione dello stesso bene 9.000 euro (da indicare nel rigo RM 20 colonna 3)imposta dovuta per differenza pari a 35.000 (44.000-9.000) da indicare nel rigo RM 20 colonna 4Si specifica che nel caso di comproprietà di un terreno o di un’area rivalutata sulla base di una perizia giurata di stima, ciascun comproprietario deve dichiarare il valore della propria quota per la quale ha effettuato il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta.Nel caso invece di versamento cumulativo dell’imposta per più terreni o aree deve essere distintamente indicato il valore del singolo terreno o area con la corrispondente quota dell’imposta sostitutiva dovuta su ciascuno di essi. In generale per la compilazione del rigo, indicare:nella colonna 1, il valore rivalutato risultante della perizia giurata di stima;nella colonna 2, l’imposta sostitutiva dovuta;nella colonna 3, l’imposta eventualmente già versata in occasione di precedenti procedure di rideterminazione effettuate con riferimento ai medesimi beni che può essere scomputata dall’imposta sostitutiva dovuta relativa alla nuova rideterminazione;nella colonna 4, l’imposta residua da versare è pari all’importo della differenza tra l’imposta di colonna 2 e quella di colonna 3; qualora il risultato sia negativo il campo non va compilato;nella colonna 5, deve essere barrata la casella se l’importo dell’imposta sostitutiva residua da versare di colonna 4 è stato rateizzato;nella colonna 6, deve essere barrata la casella se l’importo dell’imposta sostitutiva residua da versare di colonna 4 indicata nella colonna 2 è parte di un versamento cumulativo.

Coibentazione del tetto: rientra nel superbonus se il sottotetto non è riscaldato?

L’Istante, proprietario di una villetta a schiera, intende effettuare:un intervento di isolamento termico (cd. cappotto termico) sui tre lati della unità immobiliare e beneficiare del Superbonus 110% (di cui all’art 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34)un intervento per isolare anche il tetto della villettaTuttavia, il tetto non delimita una superficie riscaldata dell’abitazione, in quanto vi è un locale sottotetto attualmente non abitabile che non costituisce un ambiente riscaldato.Ciò considerato, egli chiede se, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2021, tale intervento sul tetto della villetta “rientra nel computo della superficie disperdente lorda, ai fini dell’incidenza superiore al 25% anche ove il sottotetto non fosse riscaldato”.La Direzione Centrale dell’Agenzia delle entrate con risposta all’interpello n 956-1242/2021 replica affermando che”Ai fini del computo della superficie disperdente lorda, quindi non rientra la superficie del tetto quando il sottotetto non è riscaldato”.Essa giunge a tale conclusione pur avendo premesso nella stessa risposta che per effetto della modifica apportata al comma 1 dell’art 119 da parte della legge di bilancio 2021 nell’ambito degli interventi “trainanti”  finalizzati all’efficienza energetica ammessi al Superbonus rientrano anche gli interventi per la coibentazione del tetto «senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente» (art 1, comma 66, lettera a), n. 2), della legge n. 178 del 2020).Questa specificazione della norma dovrebbe rendere irrilevante la presenza di un sottotetto non riscaldato tra il tetto e i vani riscaldati dell’edificio, consentendo quindi di comprendere sempre il tetto per il superbonus, fra gli interventi di riqualificazione energetica di coibentazione e invece la risposta della Agenzia pare non tenerne conto.La risposta appare discordante, infatti pare di comprendere, ma forse arriveranno ulteriori chiarimenti che le entrate escludano la coibentazione del tetto tra gli interventi agevolabili con il superbonus in presenza di sottotetto non riscaldato per questa affermazione contenuta nello stesso interpello “a seguito della modifica normativa sopra riportata riferibile all’ambito applicativo della norma potranno rientrare nel Superbonus anche gli interventi di coibentazione del tetto e a condizione che il requisito dell’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, sia raggiunto con la coibentazione delle superfici che, nella situazione ante intervento, delimitano il volume riscaldato verso l’esterno, vani freddi o terreno”Peraltro secondo quanto contenuto nella legge di bilancio 2021 la coibentazione del tetto dovrebbe rientrare nel superbonus, in proposito si legga anche Superbonus 2021: l’importanza del tetto nell’intervento trainante

Disciplina del prezzo valore: occorre prova della pertinenzialità

Nella Risposta a interpello n 420 del 18 giugno 2021 le Entrate chiariscono che in relazione alla prova dell’asservimento pertinenziale necessario alla applicazione della disciplina del prezzo-valore la Corte di Cassazione ha evidenziato che si deve trattare di una prova rigorosa ossia «Attesa la indisponibilità del rapporto tributario, la prova dell’asservimento pertinenziale … grava sul contribuente (quando … ne derivi una tassazione attenuata)» e «deve essere valutata con maggior rigore rispetto alla prova richiesta nei rapporti di tipo privatistico»; «se la scelta pertinenziale non è giustificata da reali esigenze…, non può avere valenza tributaria, perché avrebbe l’unica funzione di attenuare il prelievo fiscale, eludendo il precetto che impone la tassazione in ragione della reale natura del cespite» Nel caso di specie, una compravendita riguardante due immobili abitativi e i circostanti terreni agricoli, si potrà fruire della tassazione “prezzo-valore” limitatamente alle abitazioni, mancando per i terreni agricoli il necessario requisito di pertinenzialità, vediamo il perchè.Il chiarimento riguarda il caso di una compravendita di due immobili abitativi e i circostanti terreni agricoli in cui si chiede se la parte acquirente possa avvalersi per entrambe le vendite della disposizione di cui all’art. 1 comma 497 della Legge 23/12/2005 n.266 (c.d. “prezzo/valore”) in modo che la base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale da liquidare sia costituita, a prescindere dal corrispettivo pattuito, dal valore degli immobili determinato ai sensi dell’art. 52 commi 4 e 5 del T.U. dell’imposta di registro. Come si evince dalla bozza dell’atto allegato all’istanza:la prima compravendita riguarda un immobile residenziale cat. A/4, cl.1, vani 6 ed annessi terreni agricoli di circa 74.920 metri quadrati per un prezzo complessivo pattuito di Euro 70.000,00; la seconda compravendita ha ad oggetto una casa di civile abitazione cat. A/3, cl. 1, vani 8 ed annessi terreni agricoli di circa 87.640 metri quadrati per un prezzo complessivo pattuito di Euro 130.000,00. Nella bozza dell’atto notarile inoltre non risulta essere stato pattuito un corrispettivo distinto per i terreni e per le abitazioni.Il Notaio istante ha specificato che tutte le particelle di terreno indicate in base al Certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune, sono interamente ricompresi in zona agricola. Inoltre, ha chiarito che è intenzione della parte acquirente considerare, in entrambi i casi, il terreno quale pertinenza del fabbrito bene principale e a conferma dell’elemento soggettivo dopo la stipula dell’atto di compravendita, si provvederà a redigere un contratto di comodato a favore di un’Associazione Culturale sportiva dilettantistica che si occupa di attività assistita con gli animali a favore di bambini, disabili, persone con problematiche comportamentali o dipendenze e anziani. Secondo il Notaio istante, la natura pertinenziale dei terreni, che permettere all’acquirente di avvalersi della disposizione di cui all’articolo 1, comma 497, della legge n. 266 del 2005 con riguardo al prezzo complessivo, pattuito per terreni e per le unità abitative, risulterebbe comprovata sia da un punto di vista soggettivo che oggettivo:dalla volontà dell’acquirente, dalla provenienza da un’unica successione ereditaria dei terreni e degli immobili, nonché dalla futura destinazione dei beni.L’agenzia non è d’accordo e ricorda che la il sistema prezzo-valore si applica “per le sole cessioni nei confronti di persone fisiche che non agiscano nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e relative pertinenze, all’atto della cessione e su richiesta della parte acquirente resa al notaio, la base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali è costituita dal valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 52, commi 4 e 5, del citato testo unico”, cioè dal valore catastale (articolo 1, comma 497, della legge n. 266/2005). Successivamante, la stessa agenzia ribadisce come la Cassazione ha esposto la rigidità della prova a carico del contribuente nel dimostrare la pertinenzialità ricordando una recente ordinanza la n. 29527 del 24 dicembre 2020, con la quale la Suprema Corte ha confermato l’operato dell’Ufficio che aveva negato la natura pertinenziale di alcuni terreni, con la conseguente inapplicabilità della regola del prezzo valore, tenuto conto che le parti non avevano specificato il prezzo con riferimento ai singoli terreni.L’Agenzia ricorda che per applicare il meccanismo del prezzo-valore alle pertinenze di un immobile abitativo devono ricorrere ulteriori condizioni come chiarito dalla risoluzione n. 149/2008. In particolare l’atto di compravendita deve evidenziare il vincolo che rende il bene servente una proiezione del bene principale e, inoltre, la pertinenza deve avere una propria rendita catastale.
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