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Deducibilità contributi per addetti ai servizi domestici e familiari 730/2018

Le dichiarazioni dei redditi 730/2018 e Redditi PF 2018 precompilate dall’Agenzia delle Entrate sono già disponibili e dal 2 maggio si potrà trasmettere il 730 e dal 10 maggio anche il modello Redditi PF. In generale, nella dichiarazione dei redditi, sono deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane) per la parte rimasta a carico del datore di lavoro. In particolare, sono deducibili le somme effettivamente versate applicando il principio di cassa, senza tener conto della competenza dei trimestri i contributi previdenziali sostenuti per una badante assunta tramite un’agenzia interinale e rimborsati all’agenzia medesima se quest’ultima rilascia una certificazione attestante: gli importi pagati, gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento (utilizzatore) e del lavoratore.  Alcuni chiarimenti sul tema, sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 7/e del 4 aprile 2017.  In particolare, non è deducibile l’intero importo, ma solo la quota rimasta a carico del datore di lavoro dichiarante, al netto della quota contributiva a carico del collaboratore domestico/familiare.  A partire dal 1° gennaio 2013, la riforma sul lavoro, legge 28 giugno 2012, n. 92, ha introdotto delle novità anche in relazione ai rapporti di lavoro domestico strettamente connesse ai versamenti contributivi obbligatori INPS.  L’articolo 2 ha previsto che l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (DS) fosse sostituita dall’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) ed al comma 28 dello stesso art. è previsto che ai rapporti di lavoro a tempo determinato venisse applicato un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’ 1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). I contributi sono deducibili per la parte rimasta a carico del datore di lavoro, fino ad un importo massimo di euro 1.549,37. Documentazione da controllare e conservare Tipologia  Documenti Contributi previdenziali ed assistenziali versati per collaboratori domestici/familiari – Ricevute di pagamento complete della parte informativa sul rapporto di lavoro domestico (ore trimestrali, retribuzione oraria effettiva, ecc.), effettuati dal contribuente intestati all’INPS, ed eseguiti con c/c postale e/o MAV (pagamento mediante avviso) nel 2016 – Per le cooperative di servizi e le agenzie interinali la fattura deve contenere: il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento, i dati identificativi della cooperativa o dell’agenzia e la specificazione della natura del servizio reso e l’indicazione della quota di contributi a carico del datore di lavoro. Voucher per lavoro domestico – Ricevute di versamento relative all’acquisto dei buoni lavoro; – copia dei buoni lavoro consegnati al prestatore (procedura con voucher cartaceo); – documentazione attestante la comunicazione all’INPS dell’avvenuto utilizzo dei buoni lavoro (procedura con voucher telematico); – dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000 con la quale si attesta che la documentazione è relativa esclusivamente a prestazioni di lavoro rese da addetti ai servizi domestici.  

Contratti agenzia: conto provvigioni entro il 30.4.2018

Per le imprese preponenti contratti di agenzia scade il 30 aprile il termine per l’ Invio del conto provvigioni e per la liquidazione agli agenti e rappresentanti delle provvigioni del primo trimestre 2018 mediante dichiarazione da parte del preponente. A norma dell’ Art 1749 c.c. (Obblighi del preponente) come modificato  dal decreto legislativo 15/2/99 N. 65 :  “1. Il preponente, nei rapporti con l’agente, deve agire con lealtà e buona fede. Egli deve mettere a disposizione dell’agente la documentazione necessaria relativa ai beni o servizi trattati e fornire all’agente le informazioni necessarie all’esecuzione del contratto; in particolare avvertire l’agente, entro un termine ragionevole, non appena preveda che il volume delle operazioni commerciali sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente avrebbe potuto normalmente attendersi. Il preponente deve inoltre informare l’agente, entro un termine ragionevole, dell’accettazione o del rifiuto o della mancata esecuzione di un affare procuratogli. 2. Il preponente consegna all’agente un estratto conto delle provvigioni dovute al più tardi l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel corso del quale esse sono maturate. L’estratto conto indica gli elementi essenziali in base ai quali è stato effettuato il calcolo delle provvigioni. Entro il medesimo termine le provvigioni liquidate devono essere effettivamente pagate all’agente. 3. L’agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni necessarie per verificare l’importo delle provvigioni liquidate ed in particolare un estratto dei libri contabili. 4. E’ nullo ogni patto contrario alle disposizioni del presente articolo”.  

Agevolazioni imprese ZFU dal MISE

 Il Ministro dello Sviluppo Economico ha emanato la circolare n. 172230 del 9 aprile 2018, con cui viene dato il via alle agevolazioni in favore di piccole/micro imprese e di professionisti localizzati nelle ZFU (Zone franche urbane) di: Pescara, Matera, Velletri, Sora, Ventimiglia, Campobasso, Cagliari, Iglesias, Quartu Sant’Elena, Massa-Carrara. Le risorse disponibili sono pari a 29,4 milioni di euro.  Si tratta in particolare di una serie esenzioni fiscali e contributive : esenzione dalle imposte sui redditi;  esenzione dall’IRAP; esenzione IMU ; esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.  i soggetti beneficiari delle agevolazioni,  possono essere sia imprese che professionisti Nella circolare sono descritte inoltre :le modalità di presentazione dell’istanza; i termini di presentazione delle istanze relative alle ZFU di cui alla delibera CIPE n. 14 dell’8 maggio 2009 non comprese nell’ex obiettivo Convergenza;  intensità e decorrenza delle agevolazioni; la concessione delle agevolazioni;  informazioni antimafia; le modalità di fruizione delle agevolazioni; le modalità di comunicazione tra soggetti beneficiari e Ministero. Le domande per l’accesso alle agevolazioni potranno essere presentate dal 4 al 23 maggio 2018. In allegato alla circolare viene fornito il modello per l’istanza 

Credito d’imposta negoziazione e arbitrato nelle dichiarazioni

Anche nelle dichiarazioni dei redditi 2018 (riferite all’anno di imposta 2017) è possibile usufruire del credito d’imposta per i procedimenti di negoziazione assistita e arbitrato. Il credito è stato introdotto dal DL 83/2015 per i compensi corrisposti dalle parti agli avvocati abilitati nei procedimenti di negoziazione assistita, conclusi con successo agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo. In particolare, il credito di imposta, riconosciuto in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, è commisurato, secondo criteri di proporzionalità, al compenso corrisposto all’avvocato o all’arbitro.  Tale misura è stata resa permanente dalla Legge di stabilità per il 2016. In generale, beneficiano del credito d’imposta i soggetti che hanno ricevuto dal Ministero della Giustizia entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di corresponsione dei compensi la comunicazione attestante l’importo del credito effettivamente spettante. Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione dalla data di ricevimento della comunicazione del ministero, va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono stati corrisposti i compensi agli avvocati e agli arbitri. non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR Si precisa che il modello F24 va presentato esclusivamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, utilizzando il codice tributo “6866”. Credito d’imposta negoziazione e arbitrato  per i compensi corrisposti dalle parti agli avvocati abilitati nei procedimenti di negoziazione assistita, conclusi con successo agli arbitri in caso di conclusione dell’arbitrato con lodo. Necessaria la comunicazione del Ministero della Giustizia attestante l’importo del credito effettivamente spettante. il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono stati corrisposti i compensi agli avvocati e agli arbitri. compensazione in F24 con codice tributo “6866”  

Sistema di interscambio nella fattura elettronica

Sul tema della fattura elettronica, la Fondazione nazionale dei Commerciali (FNC) e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) hanno pubblicato il documento “I servizi contabili nell’era della digitalizzazione: il passaggio dalla contabilità analogica alla contabilità digitale e le opportunità per il commercialista”. Nel documento viene anche chiarito il funzionamento del sistema di interscambio, struttura informatica istituita dal MEF e gestita dall’Agenzia delle Entrate con la quale è possibile trasmettere anche telematicamente le fatture elettroniche e inviare le relative notifiche. Per utilizzare tale sistema è necessario accreditarsi. In generale la fattura elettronica non coinvolge solo fornitore e destinatario della stessa ma anche, appunto, il sistema di interscambio che si interpone tra i due, effettua i controlli e inoltra la fattura. Per poter essere gestita dal sistema di interscambio la fattura elettronica deve avere queste caratteristiche: contenuto in un file XML autenticità dell’origine garantita da firma digitale integrità del contenuto garantita da firma digitale. Come chiarito nel documento in commento sistema di interscambio effettua su di esso le seguenti verifiche: nomenclatura e unicità del file trasmesso dimensioni del file integrità del documento autenticità del certificato di firma file e formato contenuto e sua validità unicità della fattura. Sistema di intescambio fattura elettronica Si interpone tra fornitore e destinatario della fattura elettronica riguarda le fatture elettroniche con contenuto in un file XML, e con autenticità dell’origine e integrità del contenuto garantita da firma digitale. Effettua i seguenti controlli sul documento: nomenclatura e unicità del file trasmesso, dimensioni del file, integrità del documento, autenticità del certificato di firma, file e formato, contenuto e sua validità ed unicità della fattura.  
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