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SdI 2018: intermediario tra ciclo attivo e ciclo passivo della e-fattura

Il Sistema di Interscambio, per ogni file correttamente ricevuto, effettua una serie di controlli propedeutici all’inoltro al soggetto destinatario. Questa piccola attività di controllo è finalizzata a: ridurre gli errori in fase di elaborazione fare da filtro per il soggetto ricevente per prevenire, da un lato, possibili e dispendiose attività di contenzioso, e per accelerare, dall’altro, eventuali interventi di rettifica sulle fatture a vantaggio di una più rapida conclusione del ciclo fatturazione-pagamento. Il mancato superamento di questi controlli genera lo scarto del file che, conseguentemente, non viene inoltrato al destinatario della fattura. I controlli eseguiti riguardano:  nomenclatura ed unicità del file trasmesso;  dimensioni del file;  integrità del documento;  autenticità del certificato di firma;  conformità del formato fattura;  coerenza e validità del contenuto della fattura;  unicità della fattura;  recapitabilità della fattura. Per quanto riguarda l’ultimo punto, il SdI verifica il codice identificativo o l’indirizzo Pec del destinatario. Questi due elementi, alternativi tra loro, sono essenziali ai fini del corretto recapito della fattura. Nel caso in cui non si possegga alcuno dei due dati necessari, il campo può essere compilato con l’apposizione di sette zeri e in questo caso la fattura non verrà recapitata direttamente al destinatario ma verrà resa disponibile nella sua aria riservata presso il sito dell’Agenzia delle Entrate (individuata attraverso il numero di P.I o C.F). Pare opportuno specificare che l’area riservata viene utilizzata come “area di deposito” della fattura, anche qualora non sia stato possibile recapitarla al destinatario per cause non imputabili all’emittente, come ad esempio nel caso in cui l’indirizzo Pec sia stato indicati correttamente nel corpo della fattura elettronica ma la casella Pec non sia più valida o risulti essere piena; in questo caso verrà informato il soggetto emittente che dovrà dare notizia al destinatario, attraverso i canali solitamente utilizzati, che la fattura in oggetto è disponibile presso l’aria riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Altro controllo essenziale che viene fatto dal SdI è quello che riguarda i codici fiscali e le partite IVA relative ai soggetti trasmittente, cedente/prestatore, cessionario/committente, rappresentante fiscale, attraverso una verifica di presenza nell’anagrafe tributaria. Qualora la partita iva fosse inesistente il file viene scartato automaticamente, nel caso in cui invece sia cessata il SdI provvede a darne notizia all’emittente. Nelle specifiche tecniche viene inoltre specificato che il controllo non viene effettuato per gli identificativi fiscali assegnati da autorità estere. Se l’esito di tutti questi controlli è positivo il file della fattura elettronica viene trasmesso al destinatario e la corrispondente notifica inviata al soggetto emittente. Qualora invece vi siano delle irregolarità viene emessa una notifica di scarto e la fattura può essere reinviata entro 5 giorni effettivi (non lavorativi) con lo stesso numero fattura e la stessa data.

Amministratori di condominio: semplificazioni nei dichiarativi

Sono esonerati dalla compilazione della sezione III del quadro AC del modello Redditi e del quadro K del modello 730 gli interventi di recupero del patrimonio edilizio su parti comuni di edifici condominiali nel caso di bonifici soggetti a ritenuta alla fonte. E’ questo il chiarimento principale contenuto nella Risoluzione 67/E del 20 settembre 2018 dell’Agenzia delle Entrate. Come ricordato nel documento di prassi, l’articolo 7, comma 9, primo e secondo periodo, del DPR 605/1973 prevede che gli “amministratori di condominio negli edifici devono comunicare annualmente all’anagrafe tributaria l’ammontare dei beni e servizi acquistati dal condominio e i dati identificativi dei relativi fornitori.”. L’articolo 1, comma 1, del DM 12 novembre 1998 stabilisce che l’amministratore del condominio negli edifici deve comunicare annualmente, il proprio codice fiscale i propri dati anagrafici (cognome, nome, luogo e data di nascita) relativamente a ciascun condominio, il codice fiscale, la denominazione, l’indirizzo completo e lo specifico codice di natura giuridica; relativamente a ciascun fornitore, il cognome e il nome, la data e il luogo di nascita se persona fisica, ovvero la ragione o denominazione sociale se altro soggetto, il codice fiscale, il domicilio fiscale, nonché l’importo complessivo degli acquisti di beni e servizi effettuati nell’anno solare. Il successivo comma 2 esclude dall’obbligo di comunicazione i dati relativi alle forniture di acqua, energia elettrica e gas, i dati relativi alle forniture di servizi che hanno comportato il pagamento di compensi soggetti alle ritenute alla fonte e, con riferimento al singolo fornitore, i dati indicati nel punto precedente qualora l’importo complessivo degli acquisti effettuati nell’anno solare non sia superiore a lire cinquecentomila (258 euro). In base alle citate norme, le dichiarazioni dei redditi contengono un apposito quadro per la comunicazione dell’amministratore del condominio, il quadro AC nel modello Redditi ed il quadro K nel modello 730, composto da tre sezioni:  la sezione I contiene i dati necessari all’identificazione del condominio; la sezione II contiene i dati catastali dell’edificio condominiale oggetto degli interventi di recupero del patrimonio edilizio; la sezione III contiene le informazioni relative ai fornitori e agli acquisti di beni e servizi. Alcuni operatori hanno chiesto alle Entrate, se l’esonero dalla compilazione della sezione III del quadro AC sussista anche in tutte le ipotesi in cui sia stata operata dalle banche una ritenuta sulle somme pagate dal condominio all’impresa che ha effettuato interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle parti comuni dell’edificio. Poiché dette somme sono soggette a ritenuta alla fonte a titolo di acconto dell’imposta sui redditi da parte degli intermediari (banche e Poste Italiane Spa ) e, pertanto, sono già esposte nella dichiarazione dei sostituti d’imposta modello 770, si ritiene che tale ipotesi possa rientrare nel caso di esonero. I dati contenuti nei bonifici relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio su cui vengono applicate le ritenute d’acconto da parte degli intermediari sono, inoltre, già comunicati all’Amministrazione finanziaria tramite il flusso telematico “Bonifici per spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici”. La sezione III del quadro AC del modello Redditi e del quadro K del modello 730, contenente i dati relativi ai fornitori e agli acquisti di beni e servizi, nelle ipotesi in cui sia stata operata dalle banche una ritenuta alla fonte sulle somme pagate dal condominio all’impresa che ha effettuato gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, può, pertanto, non essere compilata da parte dell’amministratore.

Semplificazioni fiscali 2018: inizia oggi l’esame in Commissione Finanze

Iniziato ieri l’esame in Commissione Finanze alla Camera del progetto, stilato dal Movimento pentastellato e dalla Lega, che si pone l’obiettivo di semplificare una serie di aspetti di natura fiscale, che spaziano dagli adempimenti alle misure agevolative vere e proprie. Primi, sia in ordine numerico che in ordine di attesa nella platea degli addetti ai lavori, sono: l’abolizione delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche (IVA) in concomitanza con l’avvio a regime dell’obbligo di fatturazione elettronica e la previsione della cadenza annuale dello spesometro (proposta nel mese di febbraio dell’anno successivo a quello cui l’adempimento fa riferimento). Sempre per quanto riguarda gli adempimenti dichiarativi è stato proposto: lo slittamento dal 31 ottobre al 31 dicembre del termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attività produttive; l’adozione di provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate per la semplificazione dei modelli dichiarativi, con cadenza annuale. In particolare, con il primo provvedimento adottato dovrà provvedersi all’eliminazione dell’obbligo per i contribuenti di riportare dati e informazioni relativi a contratti di locazione non necessari ai fini della liquidazione dell’imposta e già in possesso dell’amministrazione finanziaria; la soppressione del modello dichiarativo 770 mediante integrazione del modello F24 con l’indicazione del codice fiscale del contribuente che subisce la ritenuta d’acconto. In linea con l’intento semplificativo, è stato previsto il divieto, rivolto all’amministrazione finanziaria, di chiedere ai contribuenti, in sede di controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, dati e informazioni già in possesso della stessa poiché trasmessi da terzi in adempimento di obblighi certificativi, dichiarativi, o comunicativi. L’amministrazione finanziaria sarà tenuta a diffondere gli applicativi informatici, i modelli, le istruzioni e in genere gli strumenti necessari ad assolvere correttamente gli adempimenti richiesti ai contribuenti prima dell’inizio del periodo d’imposta interessato e comunque non oltre sessanta giorni prima della scadenza assegnata al contribuente per l’adempimento. Con il fine di diminuire la quantità ingente di documentazione cartacea che deve essere attualmente conservata e prodotta, verrà semplificata l’autodichiarazione del rispetto del limite di franchigia da parte del percipiente di compensi, rimborsi, premi e indennità erogati da associazioni sportive dilettantistiche. Il percipiente dovrà presentare una dichiarazione, al momento del primo pagamento in cui attesta di non superare la franchigia di 10.000 euro; qualora dovesse superare suddetto limite nel corso dell’anno, dovrà comunicarlo tempestivamente al soggetto interessato affinché possa applicare la ritenuta. In caso di omissione è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a cinque volte l’importo eccedente, con un minimo di euro 200. Viene introdotto un regime alternativo al rilascio delle dichiarazioni d’intento relative all’IVA, volto a semplificare gli adempimenti degli operatori i quali potranno trasmettere la specifica dichiarazione cumulando anche più operazioni. È previsto il versamento complessivo, per tutti i comuni di riferimento, dell’addizionale comunale all’IRPEF effettuato dai sostituti d’imposta. L’obbligo di stampa cartacea previsto, limitatamente ai registri IVA, soltanto all’atto del controllo e su richiesta dell’organo procedente, verrà esteso a tutti i registri contabili tenuti in via meccanizzata o elettronica. Per la tenuta in forma elettronica, inoltre, è considerato valido qualsiasi supporto. Attenuato il trattamento sanzionatorio nel primo anno di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni relative all’IVA, nonché quello applicabile in caso di errata applicazione dell’inversione contabile prevista all’articolo 17, commi quinto e sesto, del dPR 633/1972, qualora questa non abbia comportato un errato o minore versamento dell’imposta; inoltre, non saranno punibili e sanzionabili le violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo, tranne che nei casi di omessa dichiarazione con imposta a debito, le violazioni che non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo. In materia di split payment, per evitare l’esistenza di grosse posizioni creditorie IVA, verrà istituito un meccanismo simile a quello del plafond utilizzato dagli esportatori abituali in modo tale da evitare l’addebito dell’IVA da parte dei fornitori, fino a concorrenza dell’importo delle operazioni attive rientranti nell’ambito di applicazione della disciplina di tale regime. Per i soggetti che eseguono la memorizzazione elettronica dei dati dei corrispettivi giornalieri e la loro trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, verrà semplificata l’annotazione nel registro dei corrispettivi. Il Ddl sulle semplificazioni prova ad introdurre inoltre l’imposta sul reddito professionale (IRP), sulla scia di quanto previsto per l’IRI, al fine di incentivare il reinvestimento dei proventi nell’attività; il reddito in questione, ove non prelevato dal professionista, viene conseguentemente escluso dalla formazione del reddito complessivo ai fini dell’IRPEF e assoggettato a tassazione separata con l’aliquota del 24 per cento. Sono esclusi dall’imposta sul reddito professionale i lavoratori autonomi che applicano il regime forfetario. Infine l’articolo 36 della proposta reca disposizioni per il contrasto alle indebite compensazioni e all’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti, impedendo che in tali casi si perfezioni il pagamento delle somme compensate con efficacia giuridica; la misura si aggiunge a quelle già disposte, quali il blocco dei modelli F24 telematici, l’aggravamento delle sanzioni e la richiesta del visto di conformità, rendendo il pagamento delle somme dovute come non effettuato.  

Gruppo IVA 2018: pronto il modello delle Entrate

Modello e istruzioni per la formazione del gruppo IVA nel Provvedimento 215450/2018 dell’Agenzia delle Entrate del 20 settembre 2018. Si ricorda, che in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, la dichiarazione per la costituzione del Gruppo Iva ha effetto dal 2019 se presentata entro il 15 novembre 2018. Ciò per consentire ai soggetti interessati di valutare le condizioni per l’esercizio dell’opzione. Andando con ordine, la legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016) aveva introdotto nel Testo Unico IVA (DPR 633/72) il titolo V-bis Gruppo IVA, in base al quale i soggetti passivi d’imposta, stabiliti nel territorio dello Stato, esercenti attività d’impresa, arte o professione, per i quali ricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo di cui all’articolo 70-ter del d.P.R. 633/72 possono divenire un unico soggetto passivo denominato Gruppo IVA. Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 6 aprile 2018 ha stabilito le disposizioni di attuazione della disciplina in tema di Gruppo IVA, e il provvedimento di ieri, approva il modello AGI/1, dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA con le relative istruzioni. Per quanto riguarda la sua presentazione, il modello, sottoscritto da tutti i partecipanti, è presentato dal rappresentante del Gruppo IVA utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. La sottoscrizione e la presentazione avvengono esclusivamente in modalità telematica diretta. Il modello, predisposto dal rappresentante del Gruppo IVA, viene reso disponibile ad ogni partecipante nella propria area autenticata. La sottoscrizione viene effettuata da ciascun partecipante, utilizzando l’apposita funzionalità dell’applicazione web; per i soggetti diversi dalle persone fisiche viene effettuata per il tramite dei “gestori incaricati” ovvero degli “incaricati”, questi ultimi preventivamente autorizzati ad operare sulle funzioni per la gestione del Gruppo IVA. Completata la sottoscrizione da parte di tutti i partecipanti, il rappresentante può sottoscrivere a sua volta e inviare la dichiarazione. La sottoscrizione telematica del modello da parte di tutti i partecipanti deve sempre essere effettuata, per ogni tipo di dichiarazione, al fine di garantire la totale conoscenza della composizione e delle caratteristiche del Gruppo IVA e l’accettazione del modello stesso. Come chiarito nelle istruzioni, il modello deve essere utilizzato per l’esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo (art. 70-bis) da parte del rappresentante del Gruppo, che presenta la dichiarazione, e dei soggetti partecipanti al Gruppo medesimo. A seguito della presentazione del modello, al Gruppo viene attribuito un proprio numero di partita IVA, cui è associato ciascun partecipante, da riportare in ogni dichiarazione, atto o comunicazione relativi all’applicazione dell’IVA. Il modello AGI/1 è utilizzato anche per comunicare: le opzioni contabili, per l’esercizio delle opzioni di cui agli artt. 36 e 36 bis; l’inclusione/esclusione partecipante, nel caso in cui si verifichi l’ingresso o la cessazione del partecipante al Gruppo; il subentro di un nuovo rappresentante, sia nel caso in cui il rappresentante del Gruppo cessi di far parte del Gruppo senza che vengano meno gli effetti dell’opzione per gli altri partecipanti sia nel caso in cui il precedente rappresentante non cessi di partecipare al Gruppo; la variazione della denominazione del Gruppo o delle attività esercitate, indicate in sede di opzione; la revoca dell’opzione, che opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al Gruppo; la cessazione del Gruppo, nel caso in cui venga meno la pluralità dei soggetti partecipanti. Modello AGI/1, istruzioni e provvedimento di approvazione sono allegati gratuitamente a questo articolo.

Approvato al Senato il Decreto Milleproroghe 2018

Arrivato al termine del suo Iter legislativo il Decreto Milleproroghe targato 2018. Le novità che erano state proposte dai pentastellati Giuseppe Buonpane e Vittoria Baldino, circa la proroga delle scadenze sulla rottamazione, non ha passato il vaglio della Camera; stesso discorso per il tentativo di scaglionare l’obbligo della fatturazione elettronica a seconda della tipologia di azienda e del numero dei dipendenti. Il documento approvato dal Senato nella giornata di ieri non ha introdotto novità rispetto a quanto previsto dalla Camera quindi si aspetta ora solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Dal punto di vista fiscale non ci sono grosse novità, fatta eccezione per il rinvio dell’introduzione del modello ISEE precompilato (anche detto DSU, ovvero Dichiarazione Sostitutiva Unica) e la proroga, anche per il 2018, del bonus cultura di 500 euro per coloro che hanno compiuto o compiranno 18 anni nel 2018. Per quanto riguarda le altre novità entrate in vigore segnaliamo che: resta valida l’autocertificazione delle vaccinazioni per la frequenza scolastica per scuole materne e asili nido, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2019; sospesa la misura prevista per il 2019 (differita quindi al 2020) grazie alla quale avrebbero dovuto essere distribuiti 1 miliardo e 600 milioni di euro per lo sviluppo delle periferie; ridotti i termini per i risparmiatori vittime delle crisi bancarie per poter ricevere una prima parte di rimborso; rinviato a settembre l’obbligo di introdurre i test invalsi in quinta superiore quale requisito necessario per poter accedere agli esami di maturità; previsti 5 milioni di euro per il 2019 per le imprese del Centro Italia colpite dal terremoto il 24 agosto 2016; prorogato il bonus docenti di 500 euro che potrà essere utilizzato, anche nel 2018, per l’acquisto di libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione; rinviato al 2020 l’abbandono del mercato tutelato, per l’energia elettrica ed il gas, a favore del completo passaggio al mercato libero.
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