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Decreto ristori pronto il decreto: contributi a fondo perduto per i settori danneggiati

Ristori subito  ma solo per i settori colpiti dalle nuove limitazioni, piu alti per chi chiude del tutto come le palestre , piu bassi per chi continua ad operare in certi orari, come ristoranti e bar. Inoltre nuovi bonus Covid per i lavoratori stagionali e Cassa integrazione prorogata subito.Dopo le anticipazioni del presidente Conte  in conferenza stampa  sul DPCM con nuove misure anticontagio  (Vedi tutti i dettagli e il testo in “COVID: firmato il dpcm con ulteriori misure”) escono nuovi dettagli sui ristori annunciati per le categorie economiche limitate nella loro attività. Il decreto legge dovrebbe essere approvato già oggi in Consiglio dei ministri. Pare che vengano messi in campo 6,8 miliardi di euro invece che 5 come anticipato ieri, cosi suddivisifiere 300 milionilavoratori dello sport  e credito sportivo  180 milioni bonus affitti commerciali 150 milioniesenzione III rata IMU 115 milioniforze dell’ordine 60 milionireddito di emergenza 200 milionilavoratori stagionali turIsmo e spettacolo 680 milioni agenzie turistiche 400 milionicinema e tetatri 100 milioniimprese culturali 50 milioni  cassa integrazione 2,6 miliardiristori attività chiuse 2 miliardiRISTORI ATTIVITA’ ECONOMICHEI nuovi ristori a fondo perduto per le imprese artigiani e commerciali  non saranno legate alla perdita di fatturato bensi ai codici ATECO di appartenenza ,  in quanto le misure restrittive riguardano solo alcuni settori e anche in modo diverso,  ricordiamo in sintesi:bar ristoranti pasticcerie : chiusi per i servizi al tavolo dalle 18 alle 5 del giorno dopo, ma aperti per consegne a domiciliopalestre, piscine,  centri benessere SPA: chiusicinema teatri sale da concerto, centri culturali:  chiusi sale giochi, scommesse, bingo:  chiusiI ministri interessati Gualtieri dell’Economia e Patuanelli hanno deciso di erogare rimborsi piu elevati per le attivita che sospendono del tutto e ridotti invece per chi puo continuare a lavorare in alcuni orari e con alcune modalità specifiche.In particolare ci saranno 4 fasce di ristoro, collegate  a quanto già incassato come contributo a fondo perduto  a luglio 2020:fascia  ristoro del 100%  per pasticcerie e gelaterie aperti fino alle 18.00fascia ristoro del 150%  per i ristoranti aperti solo fino alle 18.00fascia :ristoro del 200% per cinema teatri palestre piscine sale bibgo chiuse  da ieri fascia   ristoro del 400 % per distoteche e sale da ballo , chiuse già da quest’estateSarà  l’agenzia delle Entrate a procedere direttamente con i versamenti nei conti correnti degli imprenditori interessati senza attendere detrazioni di imposta o procedure INPS .Inoltre sono previsti aiuti in altre forme come:il nuovo credito d’imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre la sospensione  del versamento della seconda rata dell’Imu, per il settore del turismo della ristorazione e dello sportaiuti al settore agroalimentareBONUS LAVORATORI Il presidente del Consiglio ha anche annunciato per i lavoratori dipendenti  :il prolungamento della Cassa integrazione , già previsto nella Nota di aggiornamento del Documento di programmazione economica , alla base della nuova leggge di bilancio 2021la ripetizione dell’indennità per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport, e lavoratori intermittenti, probabilmente sempre tra i 600 e i 1000 euro mensili, come i precedenti.  (puoi leggere Decreto agosto nuove indennità 1000 euro per chi sono?)Infine si prepara una ulteriore mensilità del reddito di emergenza  per le famiglie a rischio povertà ( che va da 400 a 800 euro a seconda della composizione del nucleo familiare) .Vedi tutti i dettagli sul tema in  “Reddito di emergenza il decreto Agosto riapre i termini”.Per ora  non sono previste  necessita di scostamenti di bilancio rispetto a quanto già inserito nel documento di programmazione economica 2021, ha affermato il Premier. 

La PA può rifiutare la fattura solo con motivazione

Il 6 novembre 2020 entra in vigore il decreto 24 agosto 2020, n. 132, pubblicato nella GU Serie Generale n.262 del 22 ottobre 2020 che regola le ipotesi di rifiuto di una fattura elettronica destinata ad una pubblica amministrazione.Il decreto ridefinisce le modalità tecniche di rifiuto del file xml della fattura elettronica, obbligando le pubbliche amministrazioni destinatarie ad esprimere il rifiuto con motivazione; al di fuori delle ipotesi previste, la PA è tenuta ad avvalersi delle ordinarie procedure di variazione disciplinate dall’articolo 26, D.P.R. 633/1972.Le possibili ipotesi di rifiutoIl citato decreto 24 agosto 2020, n. 132 modifica il DM 55/2013, inserendo l’articolo 2-bis. Tale nuovo articolo consente alle PA di rifiutare una fattura ricevuta dal cedente esclusivamente nei seguenti casi:fattura elettronica riferita ad una operazione che non è stata posta in essere in favore del soggetto destinatario della trasmissione;omessa o errata indicazione del Codice identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP), da riportare in fattura al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei pagamenti (ai sensi dell’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89), tranne nei casi di esclusione dell’indicazione nelle transazioni finanziarie (come previsto dalla determinazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture 7 luglio 2011, n. 4) e di esclusione dall’obbligo di tracciabilità (di cui alla tabella 1 allegata al DL 66/2014);omessa o errata indicazione del codice di repertorio di cui al decreto del Ministro della salute 21 dicembre 2009, da riportare in fattura ai sensi dell’articolo 9-ter, comma 6, DL 78/2015 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125/2015;omessa o errata indicazione del codice di Autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura ai sensi del decreto Mef del 20 dicembre 2017, nonché secondo le modalità indicate nella circolare del Mef, n. 2 del 1° febbraio 2018;omessa o errata indicazione del numero e data della determinazione dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali.L’articolo 2-bis, comma 2, dispone che le pubbliche amministrazioni non possano rifiutare una fattura elettronica qualora gli elementi informativi possano essere corretti mediante le procedure di variazione, di cui all’articolo 26 del D.P.R. 633/1972; in altri termini, la fattura non può essere rifiutata dalla PA quando trattasi, ad esempio, di errori materiali o di calcolo nelle registrazioni, correggibili tramite emissione di una nota di variazione.Si segnala infine che il soggetto destinatario (pubblica amministrazione), nel caso in cui notifichi al trasmittente (cedente/prestatore) il rifiuto della fattura elettronica, ha l’obbligo di indicare la causa del rifiuto riportando i casi previsti dall’articolo 2-bis, comma 1, ossia esplicitando una delle ipotesi citate in precedenza.

Contributi sospesi INPS: entro il 30.10 le prime due rate

Dopo il messaggio INPS  3274/2020 con le istruzioni per il versamento dei contributi previdenziali INPS e premi INAIL sospesi durante l’ emergenza Coronavirus e in scadenza il 16 settembre, l’INPS aveva comunicato  con il messaggio n. 3331 2020 che l’istanza di sospensione del versamento dei contributi anche ai fini dell’avvio della rateizzazione secondo le modalità di cui all’articolo 97 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, può essere trasmessa fino al 30 settembre 2020. Resta fermo il termine del 16 settembre 2020 per il versamento in unica soluzione ovvero della prima rata della rateizzazione”.vista la mole di richieste  giunta agli uffici la Direzione ha poi disposto  che il termine del 30 settembre per l’inserimento e la gestione delle domande di pagamento dilazionato dei contributi sospesi per l’emergenza epidemiologica da Covid-19 venga prorogato al 30 di ottobre . Per questo la procedura telematica tramite  l’applicativo SCA Covid-19 Entrate resterà attiva fino a quella data per le richieste di aziende e lavoratori autonomi . Con il messaggio 3882 del   23 ottobre 2020, n. 3882 l’INPS ha ulteriormente precisato  che, relativamente al versamento del primo 50% delle somme oggetto di sospensione,: entro il 30 ottobre 2020 devono essere versate le prime due rate; entro il 31 dicembre 2020 il 50% dell’importo  dovrà essere interamente corrisposto  (condizione necessaria per beneficiare della rateizzazione del rimanente 50% fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021). Il messaggio fornisce, inoltre, le indicazioni per i datori di lavoro tenuti al versamento dei contributi nella Gestione Aziende con dipendenti, per i committenti della Gestione Separata e per i datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione agricola unificata.Si ricorda che per effetto della sovrapposizione normativa tra Decreto Rilancio e Decreto Agosto sono oggi in vigore due diverse possibilità di rateazione , entrambe con data iniziale o di versamento in un unica soluzione il 16 settembre ed entrambe  a costo zero, cioè senza addebito di sanzioni e interessi:Il decreto Rilancio prevedeva  oltre al versamento unico, la possibilità di 4 rate a partire dal 16 settembre,  mentre il decreto Agosto  prevede un versamento iniziale per il 50% del debito  e il restante importo anche in  24 rate di pari importo (minimo 50 euro) a partire dal 18 gennaio 2021.L’Agenzia delle entrate ha recepito le novità fornendo le istruzioni  per la ripresa di tutti i versamenti nella circolare 25 E del 20 agosto 2020.(Leggi per  un riepilogo complessivo  l’ articolo “Versamenti tributari e contributivi sospesi ripresa il 16 settembre”) Sulle modalità di versamento dei contributi INPS e Inail erano  state già emanate dall’INPS le istruzioni sulla base di quanto disposto dal Decreto Rilancio, con il messaggio n. 2871 del 20 luglio (Vedi qui il dettaglio in” Contributi sospesi le istruzioni”.Un  riepilogo dei soggetti interessati si trova nell’articolo:”Contributi INPS 2020 i versamenti slittano a settembre)Riguardo i versamenti INAIL  è giunta in extremis  il 15.9  la circolare INAIL n. 35 2020  che completa il panorama dei codici identificativi da utilizzare per i versamenti . La procedura telematica per le richeiste è stata resa  disponibile solo il 9 ottobre scorso.Vedi sul tema l’articolo Versamenti INAIL nuovi codici per la scadenza

Albo dei gestori della crisi d’impresa: modifiche ai requisiti di accesso

Con l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello schema di decreto legislativo A.G. 175 che introduce disposizioni integrative e correttive al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, sono state introdotte novità in materia di albo degli incaricati della gestione e del controllo nelle procedure.In particolare, si prevede che possano ottenere l’iscrizione i soggetti che, in possesso dei seguenti requisiti (art. 358, comma 1 del D.lgs. n. 14 del 2019):gli iscritti agli albi degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro;gli studi professionali associati o società tra professionisti, sempre che i soci delle stesse siano in possesso dei requisiti professionali di cui alla lettera a), e, in tal caso, all’atto dell’accettazione dell’incarico, deve essere designata la persona fisica responsabile della procedura;coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o società cooperative, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e purchè non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di apertura della procedura di liquidazione giudiziale.dimostrino di aver assolto gli obblighi di formazione di cui all’articolo 4, comma 5, lettere b), c) e d) del decreto del Ministro della giustizia 24 settembre 2014, n. 202 e successive modificazioni, e per i professionisti iscritti agli ordini professionali degli avvocati, dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, dei consulenti del lavoro la durata dei corsi è di 40 ore (numero ridotto da 200 a 40 dal Dlgs correttivo).Per gli esperti aziendali che hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società di capitali o cooperative, dimostrando capacità imprenditoriali e senza subire una liquidazione giudiziale, le ore di formazione rimangono 200.Primo popolamento dell’AlboNella fase di primo popolamento dell’albo, possono ottenere l’iscrizione:i soggetti che intendono iscriversi quali curatori, commissari o liquidatori, in possesso dei requisiti sopra elencati (art. 358, comma 1), che documentano di essere stati nominati, alla data di entrata in vigore del presente articolo, in almeno 2 procedure (anzichè in quattro procedure, come inizialmente stabilito dal d.lgs. 14/2019) negli ultimi 4 anni, coloro che intendono invece iscriversi all’albo ai soli fini della nomina come componenti dell’OCRI (organismo di composizione delle crisi di impresa), i soggetti di cui all’articolo 352, ovvero, i soggetti iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o all’albo degli avvocati che abbiano svolto funzioni di commissario giudiziale, attestatore o abbiano assistito il debitore nella presentazione della domanda di accesso in almeno 3 procedure di concordato preventivo che abbiano superato la fase dell’apertura o 3 accordi di ristrutturazione dei debiti che siano stati omologati.Costituisce condizione per il mantenimento dell’iscrizione l’acquisizione di uno specifico aggiornamento biennale, ai sensi del predetto decreto. La Scuola superiore della magistratura elabora le linee guida generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e di aggiornamento. I requisiti di cui all’articolo 358, comma 1, lettera b), devono essere in possesso della persona fisica responsabile della procedura, nonché del legale rappresentante della società tra professionisti o di tutti i componenti dello studio professionale associato.Al fine di contemperare l’esigenza della rotazione degli incarichi,  il Dlgs correttivo stabilisce che l’autorità giudiziaria, nell’assegnazione degli incarichi, tenga conto del numero di procedure complessive aperte in ciascun ufficio nell’anno precedente.Sospensione e cancellazione dall’AlboInfine, con la modifica apportata al comma 1, lettera b), dell’articolo 357 si precisa che la sospensione o la cancellazione dall’albo, che, al pari delle altre modalità di funzionamento, saranno disciplinate da un decreto del Ministro della giustizia, possono essere volontarie ovvero disposte dal Ministro della giustizia e in quest’ultimo caso, la sospensione o la cancellazione possono essere disposte anche per il mancato versamento del contributo da versare per l’iscrizione all’albo e per il suo mantenimento.Le novità sull’Albo entreranno in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, mentre le altre scatteranno invece il 1° settembre 2021, insieme con l’intera disciplina del Codice.

Bici e monopattini: dal 3 novembre aperta l’area “bonus mobilità 2020” per gli acquirenti

Dal 3 novembre sul sito del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio sarà aperta l’area “Bonus mobilità 2020” per gli acquirenti di mezzi ecologici quali bici e monopattini in attuazione di quanto previsto dal Decreto Rilancio per dare una spinta alla mobilità sostenibile.Dal 19 ottobre è attiva la registrazione per gli esercenti sulla piattaforma preposta, registrazione necessaria per partecipare al programma della agevolazione.Come comportarsi per avere il bonus:chi ha già comperato un mezzo dal 4 maggio scorso data di apertura della agevolazione e lo copererà fino al 2 novembre potrà chiedere il rimborso sul prezzo della quota agevolata presentando la fattura o lo scontrino parlante. Questi cittadini riceveranno il rimborso con bonifico bancario.chi non ha ancora effettuato l’acquisto e lo effettuerà dal 3 novembre al 31 dicembre 2020 potrà acquistare i beni oggetto della agevolazione ESCLUSIVAMENTE presso gli esercenti accreditati il cui elenco è consultabile sulla applicazione web e chiedere di generare il buono da utilizzare per ottenere lo sconto presso il rivenditore scelto. Questi cittadini riceveranno un buono da consegnare al negoziante.Ricordiamo che stiamo parlando della agevolazione introdotta dall’art 229 del Decreto Rilancio che prevede:un contributo pari al 60% della spesa sostenuta per acquisto di certi beni per mobilità sostenibile e comunque in misura non superiore a 500, 00 euroconcesso in favore dei residenti maggiorenni nei capoluoghi di regione, nelle città metropolitane, nei capoluoghi di provincia ovvero nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitantiper bici (nuove o usate), monopattini, hoverboard, segway oltre che servizi di mobilità condivisa a uso individuale (escluse le autovetture)il bonus può essere richiesto una sola volta per un solo bene, va utilizzato entro il 31 dicembre entro 30 giorni dalla sua generazione nella piattaforma websono esclusi dal bonus gli accessori e i componenti relativi ai mezzi agevolabiliAttenzione va prestata al fatto che per accedere alla piattaforma per generare il buono dal 3 novembre in poi è necessario essere muniti di SPID, Sistema pubblico di identità digitale e per chi dovesse esserne ancora sprovvisto, potrà richiederlo sul sito istituzionale www.spid.gov.it/richiedi-spidRicordiamo infine che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 221 del 05.09.2020, il decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente del 14.08.2020 che ha definito modalità e termini per l’ottenimento dell’incentivo.

Statuti: gli adempimenti previsti per gli ETS in caso di modifiche

Con Nota n 10980 del 22 ottobre 2020 il Ministero del lavoro risponde ad un quesito riguardante le associazioni non riconosciute e prive di personalità giuridica, costituite con atto pubblico con cui in particolare si domandava:se si debba ricorrere all’atto pubblico per le modifiche statutarie o se sia sufficiente il verbale di assemblea registrato presso le Entratequalora si debba ricorrere all’atto pubblico per le modifiche statutarie, se sia ugualmente necessario per le modifiche fatte ai fini dell’adeguamento al Codice del Terzo SettoreNella risposta in oggetto viene precisato che per le modifiche allo statuto si può provvedere anche senza il ricorso al notaio anche se appunto gli enti in quesitoni si erano costituiti per atto pubblico.La nota affronta i due aspetti del quesito fornendo da un lato i chiarimenti sulle modalità e le maggioranze assembleari per la delibera di modifica e dall’altro chiarendo aspetti in merito alla forma dell’atto ossia se richiesta come atto pubblico o scrittura privata.La nota chiarisce che per le:Onlus, Organizzazioni di volontariato (Odv)Associazioni di promozione sociale (Aps)l’articolo 101, comma 2, del Dlgs 117/2017 o Codice del Terzo Settore consente, qualora le modifiche siano limitate alle disposizioni inderogabili del codice o alla introduzione di clausole volte ad escludere l’applicazione di nuove disposizioni rispetto alle quali il codice richieda la previsione di una espressa deroga, di assumerle “con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria” se effettuate entro il termine del 31 ottobre.Se invece si vada oltre tale data allora sarà necessario il quorum previsto per le modifiche statutarie. I quorum costitutivi e deliberativi previsti per le assemblee ordinarie sono di norma minori e per le stesse sono previste formalità più snelle e tempi più veloci per le convocazioni della assemblea.Tali modalità più snelle potranno essere utilizzate se lo statuto o il regolamento effettivamente le prevedono per l’assemblea ordinaria.Se invece non vi è differenza tra i due tipi di assemblea, andranno applicate le modalità previste, pena l’invalidità delle sedute.Per quanto concerne invece la questione della forma dell’atto, la nota ricorda che l’art 14 del codice civile prevede che le associazioni riconosciute e le fondazioni siano costituite per atto pubblico, mentre nulla è previsto, oltre a quanto eventualmente stabilito dagli accordi tra gli associati, per le associazioni non riconosciute.Pertanto, in assenza di specifica normativa, per un ente associativo, trovano applicazione i principi civilistici di libertà della forma degli atti ricavati dal combinato disposto degli artt. 1325 e 1350 del codice civile. L’atto pubblico sarà necessario solo se previsto a seguito degli accordi tra gli associati (ex art 36 c.c.) oppure se espressamente previsto dalla legge e questo vale:per le modifiche statutarie che possono avere luogo per l’adeguamento al codice del terzo settore, per quelle che intervengono in qualsiasi momento della vita dell’ente stesso. Un esempio in cui è espressamente previsto è il caso delle associazioni non riconosciute che vogliano assumere la veste di impresa sociale, in base all’articolo 5, comma 1, del Dlgs 112/2017 debbono ricorrere all’atto pubblico (caso in cui è appunto espressamente previsto).
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