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Fallimento 2017. Procedura semplificata per gestire la crisi d’impresa

La riforma della disciplina del fallimento definitivamente approvata l’11 ottobre 2017 e ancora in attesa di pubblicazione sulla G.U., con l’art. 1 delega il Governo, ad adottare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi volti a riformare l’attuale disciplina della crisi dell’impresa e dell’insolvenza. Una delle novità di maggior rilevo è contenuta all’art. 4 del DDL rubricato “Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”. La procedura ha come finalità quella di incentivare l’emersione anticipata degli indici di crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori, mediante l’interposizione (tra i due) di un Organo appositamente istituito presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. La procedura ha avvio mediante una segnalazione rivolta all’Organo preposto, all’interno della quale saranno riportati gli indicatori di crisi dell’impresa. La segnalazione potrà provenire: da enti pubblici creditori, riscossori o previdenziali, i quali saranno anche tenuti a segnalare al debitore stesso che l’ammontare del suo debito ha assunto un importo rilevante; dal debitore (titolare dell’impresa), sindaci, revisori. Il DDL, proprio al fine di incentivare gli imprenditori/debitori a “auto-segnalare” le circostanze di crisi che caratterizzano la propria impresa, ha previsto, ove la segnalazione avvenga entro 6 mesi dal verificarsi di determinati indici di natura, l’adozione di misure premiali: di tipo patrimoniale, consistente in una riduzione degli interessi e delle sanzioni connesse i debiti fiscali; di tipo legale, prevedendo la non punibilità per il delitto di bancarotta semplice e per gli altri reati previsti dalla legge fallimentare, quando il danno patrimoniale cagionato sia di particolare tenuità ovvero un’attenuante ad effetto speciale per gli altri reati. A seguito della segnalazione, l’Organo pubblico avrà il compito di: comunicare ai creditori pubblici qualificati, la ricezione della stessa; convocare immediatamente in via confidenziale e riservata il debitore e (quando la società ne sia provvista) i componenti dell’organo di controllo al fine di adottare le misure utili a porre rimedio alla crisi; quando richiesto dal debitore, adottare le misure protettive necessarie per concludere le trattative in corso con i creditori; comunicazione ai creditori pubblici qualificati la conclusione della procedura di allerta e composizione assistita. La procedura di composizione assistita della crisi dovrà concludersi entro 6 mesi dal suo avvio; nell’eventualità in cui la stessa risulti infruttuosa, farà seguito la procedura giudiziaria avviata mediante segnalazione al PM. Quanto detto in merito alla procedura di cui sopra, come stabilito dal DDL che modifica la disciplina fallimentare, non si applica alle società quotate in borsa o in altro mercato regolamentato e alle grandi imprese come definite dalla normativa dell’Unione europea.

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