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Redditi prodotti all’estero: ecco come fruire del credito d’imposta nel 730

Nelle dichiarazioni dei redditi 2019 (riferite all’anno di imposta 2018) spetta un credito d’imposta ai contribuenti residenti in Italia che hanno percepito redditi (di lavoro dipendente, di pensione, utili e proventi, ecc.) in un Paese estero nel quale sono state pagate imposte divenute definitive a partire dal 2017 e fino al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, indipendentemente dall’anno in cui tali redditi sono stati percepiti. Il c.d. “decreto internazionalizzazione” consente di usufruire del credito d’imposta nel periodo in cui il reddito estero concorre alla formazione del reddito complessivo nazionale anche qualora, in tale periodo, non si sia ancora verificato il pagamento a titolo definitivo delle imposte estere purché tale pagamento avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al primo periodo d’imposta successivo. Il decreto introduce anche il meccanismo del riporto all’indietro e in avanti (cosiddetti “carry back“ e “carry forward“) delle eccedenze d’imposta italiana ed estera consentendo di memorizzare, per sedici esercizi complessivi, il credito che, per incapienza dell’imposta italiana, non è detraibile nel periodo in cui il reddito estero è imponibile in Italia. Per far valere il credito d’imposta nel modello 730 è necessario: che il reddito estero concorra alla formazione del reddito complessivo del contribuente in Italia; che le imposte pagate all’estero abbiano natura di imposte sul reddito. Sono ammesse in detrazione sia le imposte estere oggetto di una convenzione contro le doppie imposizioni in vigore tra l’Italia e lo Stato estero in cui il reddito è prodotto sia le altre imposte o tributi esteri sul reddito che le imposte pagate all’estero siano “definitive”. Attenzione va prestata al fatto chei fini della verifica della detrazione spettante, il contribuente è tenuto a conservare i seguenti documenti: un prospetto recante l’indicazione, separatamente Stato per Stato, dell’ammontare dei redditi prodotti all’estero, dell’ammontare delle imposte pagate in via definitiva in relazione ai medesimi della misura del credito spettante, determinato sulla base della formula di cui al primo comma dell’art. 165 del TUIR (Reddito Estero/Reddito Complessivo Netto x Imposta Italiana); la copia della dichiarazione dei redditi presentata nel Paese estero, qualora sia ivi previsto tale adempimento; la ricevuta di versamento delle imposte pagate nel Paese estero; l’eventuale certificazione rilasciata dal soggetto che ha corrisposto i redditi di fonte estera; l’eventuale richiesta di rimborso, qualora non inserita nella dichiarazione.

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